whatshot In evidenza: Il Cinema Ritrovato

Cinema Ritrovato 2017: proiezioni del corpo femminile nel cinema delle origini

Esibizione, nascondimento: l’oscillazione fra questi due poli dà conto del modo contraddittorio in cui il corpo femminile scorre sulle pellicole dei primissimi film muti del cinema delle attrazioni che sono stati proiettati ieri sera in Piazzetta Pasolini da Nikolaus Wostry (Filmarchiv Austria) con un raro esempio di proiettore a manovella, e lo stesso vale per Die Kleine Veronika (1930), introdotto sempre dall’archivista austriaco e proiettato dalla storica lanterna a carbone di Stefano Bognar.

Cinema Ritrovato 2017: “Salesman”

USA 1968, quattro venditori porta a porta. Al contrario di quanto ci si potrebbe aspettare, non hanno capelli lunghi né indossando t-shirt psichedeliche. Gli attori – attori sociali – del documentario dei fratelli Maysles portano camicie bianche, cappelli a caciottella e bussano alle case di un’America distratta dalla musica o dal dibattito sul Vietnam e concentrata, invece, sulla quotidiana sfida di avere il pane in tavola e pagare le bollette. Cosa vendono i quattro salesmen? Uno dei best seller dell’industria editoriale, la Bibbia.

Cinema Ritrovato 2017: “Frankenstein Junior”

 “Alive! It’s alive! It’s alive” (Vivo! È vivo! È vivo!). Rivedere la versione restaurata di Frankenstein Junior di Mel Brooks del 1974 sul grande schermo convince sempre più – caso mai lo si fosse dimenticato – che questo film è sempre vivo, un po’ come il suo immortale protagonista.  Dopo oltre 40 anni dalla sua prima uscita – e dopo le tante visioni che tramite tv, vhs e dvd hanno attraversato ormai generazioni – stupisce non poco vedere come i meccanismi narrativi, le battute, i tempi, le musiche, la fotografia, gli attori, funzionino ancora alla perfezione.

Cinema Ritrovato 2017: “Hana Chirinu”

Hana Chirinu (1938) è considerato il capolavoro di Tamizu Ishida. Racconta la quotidianità di un gruppo di gheisa che vivono in una casa del famoso quartiere di Gion a Kyoto. Siamo nel 1866, poco prima dell’imminente arrivo del clan Choshu, gruppo di samurai che minaccia di invadere la città. Nonostante la guerra civile sia l’elemento principale di questo racconto, il film racconta con forza anche la condizione delle gheisa nel Giappone di fine Ottocento. Un racconto corale, in cui emergono sporadicamente alcuni personaggi potenti e ben delineati.

Cinema Ritrovato 2017: le partiture dissonanti di Dario Argento

Pur tenendosi lontano da qualsiasi riferimento politico e sociale, L’uccello dalle piume di cristallo (uscito nelle sale nel febbraio del 1970, due mesi dopo la strage di Piazza Fontana) può essere considerato un film emblematico di un profondo cambiamento nella società italiana: la luce, la leggerezza e l’ottimismo degli anni Sessanta lasciano definitivamente spazio ad un nuovo decennio cupo, pesante e violento.

Cinema Ritrovato 2017: “L’uccello dalle piume di cristallo”

Steso su un’assolata spiaggia della Tunisia il giovane Dario Argento, ai tempi critico cinematografico e soggettista per Sergio Leone, ha un’intuizione visiva formidabile: un uomo cammina solo per la strada finché non assiste, attraverso una vetrina, all’omicidio di una giovane donna senza poter fare nulla per salvarla. Da questa piccola idea nasce L’uccello dalle piume di cristallo, e con esso la filmografia di un regista che avrebbe presto rinnovato le modalità di rappresentazione del terrore sul grande schermo.

Cinema Ritrovato 2017: il restauro di “Transatlantic”

All’interno della sezione che riscopre il regista statunitense William K. Howard, il Cinema Ritrovato esalta il valore del restauro di Transatlantic (USA,1931) dedicando al film due proiezioni, lunedì 26 giugno e sabato 1 luglio al Cinema Jolly.

Cinema Ritrovato 2017: “Storm in Our Town”

Un tipografo e sua sorella vivono le rispettive vicende romantiche a Teheran, sono gli anni ’50. Lui difende una donna povera dai soprusi di una banda di delinquentelli d’alto bordo e finisce per innamorarsene; lei cede alle attenzioni del capo della banda; frattanto un pazzo, evaso dal manicomio in una notte di tempesta e considerato estremamente pericoloso, terrorizza la città.

Cinema Ritrovato 2017: “Maddalena”

Parabola cristologica, vera e propria anatomia di un martirio, è la storia di una prostituta ingaggiata da un signorotto per interpretare la Madonna nella processione del venerdì santo, con l’intento di mettere in ridicolo il bonario curato. Fondato sul contrasto, il film racconta anzitutto il conflitto dell’eroina titolare, una peccatrice dal nome più che simbolico, chiamata a trasfigurarsi nella sua antitesi, la vergine redentrice.

Cinema Ritrovato 2017: “Il 7° viaggio di Sinbad”

Con più di un debito nei confronti de Il ladro di Bagdad (1940), il film ripropone un immaginario arabo plasmato dalla fantasia hollywoodiana, una fuga esotica che alla pari di altre operazioni (le varie versioni di Kismet, dal muto a Vincente Minnelli, passando per William Dieterle) si diverte ad inventare un universo favolistico fatto di principesse, marinai, avventurieri, califfi, sultani, maghi ma che può fare a meno del popolo.

Cinema Ritrovato 2017: focus su Med Hondo

Un operaio della cultura: è così che di definisce Med Hondo, regista mauritano riscoperto grazie al lavoro del professor Aboubakar Sanogo e dell’African Film Heritage Project, ambizioso progetto della Film Foundation di Martin Scorsese in collaborazione con FEPACI e UNESCO. Il Cinema Ritrovato ha deciso di dedicare ampio spazio alla sezione, il cui protagonista indiscusso è sicuramente Hondo. Il regista, infatti, ci regala uno sguardo nuovo sul mondo: quello del popolo africano in occidente.

Cinema Ritrovato 2017: “West Indies”

Le lacrime di commozione di Med Hondo alla presentazione di West Indies, manifestazione passionale della sua gioia nel poter condividere il suo film con il pubblico a distanza di 40 anni, spiegano meglio di tante parole la perseveranza del regista mauritano nel concepire il cinema come un’arte collettiva tout court e l’importanza cruciale di quest’opera nella ridefinizione del cinema africano successivo.

Cinema Ritrovato 2017: “La corazzata Potëmkin” e Edmund Meisel

La sinfonia della nave da guerra più celebre del cinema irrompe nella cornice di una Piazza Maggiore viva e pulsante, con una proiezione musicata dal vivo dalla Filarmonica del Teatro Comunale di Bologna condotta da Timothy Brock. Sono passati ben 92 anni dalla sua prima proiezione, tuttavia La corazzata Potëmkin è sempre in grado di rinnovare lo stupore di chi assiste alla sua messa in scena.

Cinema Ritrovato 2017: “La verità”

Dominique Marceau è giovane e bella, vive la sua vita da Rennes a Parigi disinibita e indipendente da ogni forma di convenzione e finzione borghese e Brigitte Bardot incarna perfettamente gli accordi e disaccordi di questo personaggio: lontana e “straniera” rispetto alla società contemporanea e, nello stesso tempo, animata da un forte bisogno d’amore, Dominique vedrà e proietterà tale parte mancante di sé stessa nella figura di Gilbert Tellier.

Cinema Ritrovato 2017: il recupero dell’epica

L’epica ritrovata: si potrebbero riassumere così le proiezioni che ieri sera hanno coinvolto, emozionato, entusiasmato il pubblico in Piazza Maggiore di fronte a due capolavori assoluti: il Prologo de La Roue di Abel Gance (1923), anticipazione del restauro condotto dalla Fondazione Jérôme Seydoux-Pathé che vedremo integralmente nel 2019, e forse il più celebre dei film meno visti della storia del cinema, La corazzata Potëmkin del maestro Ejzenštejn (1925).

Cinema Ritrovato 2017: “La traversata del terrore”

Dopo il fiume lungo il quale è ambientata la malinconica commedia Unter den Brücken (1946), è ancora l’acqua a fare da sfondo al thriller da camera (anzi, da barca) La traversata del terrore, realizzato nel 1950. Se nel primo caso il contesto storico politico riecheggiava in maniera indiretta nell’atmosfera malinconica di fondo della vicenda sentimentale, qui il presente del paese viene affrontato da Helmut Käutner di petto, senza pietà.

Cinema Ritrovato 2017: “Zero in condotta”

“La guerre est déclarée!” dice il giovane Tabard, guidando i suoi compagni verso la rivolta. La guerra è dichiarata, quindi. La guerra contro il mondo degli adulti, le istituzioni ferree, le regole, le imposizioni, le violenze sottili. Una lotta verso lo Zero in condotta. Un numero tondo, panciuto, ma pieno di rabbia e privazioni.

Cinefilia Ritrovata 2017: “Sangue sulla Luna”

Il film racconta la parabola di Jim Garry, mercenario disilluso che viene assoldato dal potente mandriano, e vecchio conoscente del protagonista, Tate Riling per aiutarlo a strappare, con tutta la forza necessaria, i capi d’allevamento del rivale Lufton. Però, innamoratosi della figlia di Lufton e avendo compreso la disgustosa meschinità di Riling, Garry deciderà, anche per redimersi da errori passati, di passare dalla parte di Lufton, combattendo per la libertà e la giustizia.

Cinema Ritrovato 2017: focus su Evgenij Bauer

Evgenij Bauer, considerato fra i maggiori registi del cinema pre-rivoluzionario russo, abile autore di adattamenti letterari, nella sua breve e intensa attività realizza oltre ottanta film, nei quali si combinano e ritornano topoi e personaggi consueti della stagione del muto: lo scontro di classe, l’amore non corrisposto, la moglie fedele o fedifraga, l’amante impaziente e il marito sospettoso.

Cinema Ritrovato 2017: “Cielo sulla palude”

Inattivo dai tempi di Bengasi (1942), Augusto Genina dovette aspettare sette anni prima di tornare dietro alla macchina da presa. L’occasione gli arrivò alle porte del Giubileo, con il biopic dedicato a Maria Goretti, visto con più di un occhio di riguardo da settori perlomeno sospettosi della progressiva egemonia culturale che la sinistra stava allora esercitando sul cinema italiano. Sarebbe semplicistico e sicuramente sbagliato dire che da regista di regime Genina divenne qui regista della repubblica, massimo esponente di un altro realismo agli occhi di chi intendeva lavare i panni sporchi in famiglia.

Cinema Ritrovato 2017: “Transatlantic”

Restaurato grazie al MoMa, che in mancanza di una copia integra ha utilizzato inserti delle copie d’esportazione italiana, francese e spagnola, Transatlantic dimostra quanto avesse ragione su  James Wong Howe su William K. Howard. Il leggendario direttore della fotografia, un curriculum lunghissimo che include Shanghai Express e Questa ragazza è di tutti, sosteneva che il dimenticato regista fosse il più creativo tra coloro con cui aveva collaborato.