whatshot In evidenza: Sotto le stelle del cinema

L’estro necessario: Emanuele Luzzati e Giulio Gianini

Visto che Il Cinema Ritrovato Kids ha reso omaggio alla lunga collaborazione, quasi quarantennale, tra Lele e Giugi, al secolo Emanuele Luzzati e Giulio Gianini, offrendo la possibilità a dei giovanissimi e fortunati spettatori di assistere a numerose proiezioni per poter scoprire il lavoro di questi due autori, vale la pena tornare a parlare di loro. L’amicizia tra Luzzati e Gianini trova la sua origine nella comune passione per il teatro dei burattini e dei pupi al quale guardano per il loro universo favolistico comico e poetico, caratterizzato dai personaggi e dalle scenografie bidimensionali di Luzzati.

 

Fossili di celluloide: il cinema di Bill Morrison

In attesa del cineconcerto di Bill Frisell, che accompagnerà dal vivo un film di Bill Morrison, facciamo il punto sul cinema dell’autore americano a partire dalla sezione che Il Cinema Ritrovato gli ha dedicato. Bill Morrison porta avanti un interessante lavoro di recupero delle pellicole senza intervenire sulle lacune provocate dal loro deterioramento. Morrison sembra rinnegare ogni intervento di restauro, ponendosi il non facile obiettivo di valorizzare il nuovo aspetto di questo materiale osservandolo da una diversa prospettiva, passando in rassegna come un Baltrušaitis del cinema queste anamorfosi su pellicola.

Cinema Ritrovato 2017: “Donne in amore”

Considerato la prima grande opera di Russell, precedentemente conosciuto soprattutto grazie a documentari realizzati per la BBC, Donne in amore costituisce una gradevole riflessione sul sentimento più venerato e vituperato della società occidentale. Ai continui tentativi di definire e vivere l’amore fa eco una progressiva rarefazione del concetto, che risulta sempre più fantasmatico man mano che Rupert tenta, nei suoi monologhi estrosi, di tratteggiarne la silhouette.

Cinema Ritrovato 2017: “Little Man, What Now”

Borzage sposta la sua tipica coppia di innamorati nella Repubblica di Weimar per Little Man What Now, prima pellicola del regista al soldo della Universal. Hans e la moglie Emma, amorevolmente soprannominata Lammchen, vivono la loro storia d’amore sull’orlo della povertà. Quando Hans sceglie di licenziarsi, la coppia si sposta a Berlino, dove deve lottare per costruirsi un futuro in vista della nascita del primo figlio.

Cinema Ritrovato 2017: Algeria, ferita aperta

A due anni dalla sua conclusione, la guerra in Algeria è per la Francia una ferita ancora aperta. Il fantasma del conflitto si agitava in un buon numero di opere del periodo, tra cui spiccano Il piccolo soldato di Godard e Muriel, il tempo di un ritorno di Resnais. Anche Il ribelle di Algeri di Cavalier proietta su schermo una scheggia del dramma francese, stemperando il trauma degli accordi di Evian con una spolverata abbondante di melodramma.

Cinema Ritrovato 2017: Mitchum, lo sguardo sornione

Nice Girls Don’t Stay for Breakfast è il documentario su Robert Mitchum realizzato dal fotografo e regista Bruce Weber, che ha presentato l’ultima versione del suo work in progress al Cinema Ritrovato, dialogando con la giornalista e critica cinematografica Irene Bignardi. “Con Bob – ha dichiarato Weber – è come una storia d’amore che continua”. il ritratto che ne esce ha infatti i toni intimi e colloquiali di chi si racconta ad un amico, in modo sincero e ironico, con un Mitchum che non si prende troppo sul serio pur sapendo di essere un mito cinematografico vivente.

Cinema Ritrovato 2017: Agnès Varda, la poesia dello sguardo e una palette color pastello

Gli occhi di Agnès Varda sono trasparenti e luminosi: è così che lei appare negli incontri con la stampa, sul palco per l’anteprima d’eccezione della sua ultima fatica elaborata e girata JR, nella gigantografia che lo street artist parigino ha incollato sui vagoni di un treno, nei selfie su Instagram e nei primi piani di Visages Villages. Ma se la miopia fisica è un motivo che ricorre lungo tutto il documentario fuori concorso a Cannes che ha riscaldato la serata in Piazza Maggiore, di certo non è tale la visione del mondo che la regista ottuagenaria ha trasmesso nei suoi ultimi lavori, a cavallo fra cinema e cultura visuale contemporanea (moda, street art, installazioni artistiche, social media).

Cinema Ritrovato 2017: ancora su “Blow Up”

Restaurato da Cineteca di Bologna, Istituto Luce, Cinecittà e Criterion, in collaborazione con Warner Bros. e Park Circus presso i laboratori Criterion e L’Immagine Ritrovata, con la supervisione del direttore della fotografia Luca Bigazzi, presentato alla settantesima edizione del Festival di Cannes, in occasione dei cinquant’anni dalla vittoria della Palma d’Oro, Blow Up di Michelangelo Antonioni è anche uno degli appuntamenti con cui si chiude il Festival del Cinema Ritrovato.

Cinema Ritrovato 2017: “The Girl from the Marsh Croft”

Tösen från Stormyrtorpet rappresenta uno dei capolavori e dei capisaldi del cinema muto svedese: in questo film Sjöström accoglie e interpreta il modello del cinema americano, in particolare la lezione di Griffith, per quel che riguarda la rappresentazione di parabole esistenziali. Sjöström ancora i propri personaggi agli ambienti di appartenenza e ai luoghi che li descrivono, una umile fattoria o un salotto borghese, ma lascia a tutti, indistintamente, la possibilità di confrontarsi con la natura che li circonda.

Cinema Ritrovato 2017: “La più grande avventura”

In sala per il penultimo giorno di festival, restaurato nell’originale formato 35 mm, La più grande avventura (1939) di John Ford offre l’occasione di riscoprire un classico interpretato da fedelissimi (Henry Fonda, Ward Bond, John Carradine) e con un ruolo tutto particolare nel percorso del regista; si inscrive – in maniera problematica – tra i Ford animati dal mito di fondazione della civiltà americana; film come questo o La carovana dei Mormoni sono storie non di sceriffi e banditi ma di Terre Promesse, non di duelli ma di campi dissodati, nascite, danze gioiose e sfrenate come riti pagani della fertilità.

Cinema Ritrovato 2017: “La febbre del sabato sera” e la filosofia della disco

Nel dicembre del 1977, quando La febbre del sabato sera debutta nelle sale americane, il disprezzo crescente verso la nuova musica da ballo, la rapida ascesa del punk e la scia di sangue lasciata nell’estate dello stesso anno dal Figlio di Sam per le strade di New York, allora mecca della disco-music, avevano già ridimensionato il folgorante mito della discoteca. Considerato uno dei film più famosi della storia del cinema, a suo tempo campione di incassi che consacrò definitivamente a star il giovane John Travolta e oggi indiscusso cult intergenerazionale grazie anche alla mitica colonna sonora, a quarantanni di distanza La febbre del sabato sera mantiene inalterato il suo fascino originale.

Cinema Ritrovato 2017: “Effetto notte”

“Sei un bugiardo” scrive Jean-Luc Godard a François Truffaut dopo aver visto Effetto notte (1973). Per l’autore de I 400 colpi è il film della sintesi, un tirare le somme sul suo lavoro di cineasta capace di diventare una dichiarazione di poetica. La pellicola si trasforma suo malgrado nel fattore scatenate della rottura definitiva tra i registi che erano stati la scintilla propulsiva della Nouvelle Vague. Una separazione netta tra due sensibilità sempre più distanti, tra due modi di vedere il cinema e la vita dopo il ’68.

Cinema Ritrovato 2017: Colette, una donna del cinema

A parlare di scrittori e cinema, vien da pensare per prima cosa (e quasi solamente) al fenomeno dell’adattamento: quel passaggio di una storia dalla pagina scritta allo schermo, da un medium all’altro, che tanto piace perché poi si può discutere su quale ci sia piaciuta di più, sulle differenze o le somiglianze fra le due, e così all’infinito. Ma la rassegna dedicata a Colette durante quest’intera settimana di Cinema Ritrovato 2017 ha dimostrato che le cose, per fortuna, sono molto più complicate.

Cinema Ritrovato 2017: “Nice Girls Don’t Stay for Breakfast”

Bruce Weber, noto fotografo di moda e regista, prova a delineare un arduo, quanto sentito, ritratto dell’attore Robert Mitchum in Nice Girls Don’t Stay for Breakfast, il documentario resta un work in progress di cui si attende la versione finale, più che abbozzata nei 68 minuti presentati durante Il Cinema Ritrovato, a cui è seguito un incontro con Weber durante il quale è stata accennata la possibilità di fare un documentario su un attore italiano: il suo primo pensiero è andato a Marcello Mastroianni, sperando non siano solo parole al vento per impressionare il pubblico in sala.

Cinema Ritrovato 2017: “Frou Frou”

Generalmente trascurato se non proprio dimenticato, l’ultimo film di Augusto Genina, che sarebbe morto due anni dopo l’uscita in sala, non è solo la summa poetica di un regista cosmopolita, ma anche il punto d’arrivo del suo ultimo frangente di carriera, cioè quello del secondo dopoguerra, dedicato allo studio della figura femminile. 

Cinema Ritrovato 2017: “Gli amici di Eddie Coyle”

Una mano di Eddie Coyle ha quattro nocche in più. Qualcuno più importante di lui, dopo qualche circostanza sgradevole, gliela chiuse in un cassetto. Quando racconta l’aneddoto, un po’ lezione su come stare nella piccola malavita e un po’ orgoglio per essere comunque arrivato ai cinquant’anni con nonchalance, Eddie non fa vedere la ferita, lascia che l’interlocutore immagini il dolore della sevizia e, implicitamente, si sta ponendo al di sopra degli altri: la vita è un rischio e non tutti sanno giocare.

Cinema Ritrovato 2017: “Il delitto del signor Lange”

Come sostiene Jean Douchet (anche grazie all’apporto del sonoro durante i primi anni Trenta) Renoir sapeva perfettamente come scovare e gestire la drammaticità del conflitto, in tal caso sociale, circoscrivendolo all’interno di un contesto teatrale, scenograficamente e anche dal punto di vista della sceneggiatura, curata in Il delitto del signor Lange da Jacques Prévert.

Cinema Ritrovato 2017: “Io…e il ciclone”, il riscatto del piccolo uomo

Io e il ciclone (1928) fa parte della sezione dedicata al Progetto Keaton di quest’anno. Proiettato in Piazza Maggiore con l’accompagnamento dell’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna che ha eseguito le musiche composte e dirette da Timothy Brock. È anche un film sul riscatto del piccolo uomo che, scontrandosi con un terrificante ciclone che incombe sul paese, diventa l’eroe della situazione: prendendo letteralmente le redini del vecchio battello e della sua vita. 

Cinema Ritrovato 2017: “Lucciola”, magia dello schermo colorato

Torniamo su Lucciola, film che possiamo classificare come dramma, a causa del suo finale tragico (la protagonista muore accoltellata), ma che ci strizza l’occhio in diverse occasioni nello svolgersi dei suoi 82 minuti, con momenti di pura e spesso fisica comicità, elargita come irrefrenabile istinto da parte dei personaggi del film: i saltelli di gioia di un corteggiatore grassottello, la disperazione di un altro espressa con il gesto di “strapparsi i capelli” pur essendo calvo, e infine la manifestazione dell’ atavica fame della trovatella Lucciola che riceve come omaggio da un “amoureux” una torta gigante accompagnata dall’ ironica didascalia “per lo stomachino di Lucciola”.

Cinema Ritrovato 2017: ancora su “Becoming Cary Grant”

“Everyone wants to be Cary Grant. Even I want to be Cary Grant” (“Tutti vorrebbero essere Cary Grant. Anche io vorrei essere Cary Grant”). Sotto la leggerezza e l’ironia di questa battuta, che Cary Grant pronunciava spesso – probabilmente suscitando risa e ammirazione negli astanti – si nasconde in realtà tutta la pesantezza del male di vivere di quello che il critico David Thompson definisce il “migliore e più importante attore della storia del cinema”.

Cinema Ritrovato 2017: “Io… e il ciclone”

Buster Keaton una volta disse: “Quando facevamo cinema, noi mangiavamo, dormivamo e sognavamo cinema”. Una passione ben visibile e convinta per la settima arte che trova il suo apice in forse una delle più celebri e celebrate opere del comico statunitense, Io…e il ciclone, che però rappresenta anche l’inizio del suo inesorabile ed inevitabile declino, essendo l’ultima pellicola prima di firmare un contratto con la major Metro-Goldwyn-Mayer, che avrebbe, da quel momento, fortemente limitato la sua fino a quel momento indiscussa libertà artistica.