whatshot In evidenza: Il Cinema Ritrovato

Cinema Ritrovato 2017: proiezioni del corpo femminile nel cinema delle origini

Esibizione, nascondimento: l’oscillazione fra questi due poli dà conto del modo contraddittorio in cui il corpo femminile scorre sulle pellicole dei primissimi film muti del cinema delle attrazioni che sono stati proiettati ieri sera in Piazzetta Pasolini da Nikolaus Wostry (Filmarchiv Austria) con un raro esempio di proiettore a manovella, e lo stesso vale per Die Kleine Veronika (1930), introdotto sempre dall’archivista austriaco e proiettato dalla storica lanterna a carbone di Stefano Bognar.

Cinema Ritrovato 2017: le partiture dissonanti di Dario Argento

Pur tenendosi lontano da qualsiasi riferimento politico e sociale, L’uccello dalle piume di cristallo (uscito nelle sale nel febbraio del 1970, due mesi dopo la strage di Piazza Fontana) può essere considerato un film emblematico di un profondo cambiamento nella società italiana: la luce, la leggerezza e l’ottimismo degli anni Sessanta lasciano definitivamente spazio ad un nuovo decennio cupo, pesante e violento.

Cinema Ritrovato 2017: focus su Med Hondo

Un operaio della cultura: è così che di definisce Med Hondo, regista mauritano riscoperto grazie al lavoro del professor Aboubakar Sanogo e dell’African Film Heritage Project, ambizioso progetto della Film Foundation di Martin Scorsese in collaborazione con FEPACI e UNESCO. Il Cinema Ritrovato ha deciso di dedicare ampio spazio alla sezione, il cui protagonista indiscusso è sicuramente Hondo. Il regista, infatti, ci regala uno sguardo nuovo sul mondo: quello del popolo africano in occidente.

Cinema Ritrovato 2017: focus su Evgenij Bauer

Evgenij Bauer, considerato fra i maggiori registi del cinema pre-rivoluzionario russo, abile autore di adattamenti letterari, nella sua breve e intensa attività realizza oltre ottanta film, nei quali si combinano e ritornano topoi e personaggi consueti della stagione del muto: lo scontro di classe, l’amore non corrisposto, la moglie fedele o fedifraga, l’amante impaziente e il marito sospettoso.

Cinema Ritrovato 2017: intervista a Meg Morley

Subito dopo il debutto del suo primo album da solista Through the Hours, avvenuto il 7 giugno 2017, la pianista Meg Morley, nata in Australia ma londinese di adozione, si è esibita a Bologna suonando per il film muto Le Mogli e le Arance (1917) di Luigi Serventi and Lucio D’Ambra, in occasione della trentunesima edizione de Il Cinema Ritrovato Festival (dal 24 giugno al 2 luglio).

Cinema Ritrovato 2017: Rozier, Bardot, Godard, Vigo e altre storie

Jacques Rozier è stato forse uno dei registi più emblematici della Nouvelle Vague, Desideri nel sole (1962) resta il suo più celebre lavoro ed è con questo e con il precedente Blue Jeans (1958) che si guadagna la stima di Jean-Luc Godard utile a presenziare alle riprese del Disprezzo durante le quali può dedicarsi alla realizzazione di due interessanti cortometraggi, Paparazzi e Le parti des choses: Bardot et Godard (1963).

Cinema Ritrovato 2017: “Johnny Guitar” e la musica

Con questo western atipico Nicholas Ray compie una rivisitazione del genere classico, realizzando non tanto un film sulla frontiera, quanto un racconto di vendette, rancori, amori repressi o non corrisposti. La vicenda di Vienna, proprietaria di un saloon in Arizona e accusata ingiustamente di aver compiuto una rapina, diventa quasi secondaria rispetto alla storia di amore con Johnny, che fa ritorno dopo cinque anni dalla donna che non ha mai dimenticato.

Cinema Ritrovato 2017: “Una domenica d’agosto” e le fonti critiche

Nella sezione Una domenica a Bologna, dedicata ai racconti di cinema che si svolgono appunto la domenica, non poteva mancare Una domenica d’agosto (1950) di Luciano Emmer, suo esordio nel lungometraggio a soggetto. Grazie alla documentazione del suo archivio, conservata presso la biblioteca della Cineteca, è possibile respirare nuovamente l’atmosfera in cui il film è stato girato e sapere quale accoglienza il pubblico e la critica gli hanno riservato.

Cinema Ritrovato 2017: “À propos de Nice” e “L’Atalante”

La serata inaugurale dell’edizione 2017 del Cinema Ritrovato è stata costellata, in senso quasi letterale, dal potere fantasmatico della luce: ai bagliori del mare su cui si è aperta e chiusa À propos de Nice (1929), opera prima di Jean Vigo, e alle superfici riflettenti di acqua e vetro del suo capolavoro indiscusso, L’Atalante (1934), si è unito il passaggio di un fascio luminoso (o più romanticamente stella cadente) che ha incantato il pubblico di Piazza Maggiore suggellando uno dei momenti più intensi del film culto, la notte d’amore in absentia dei due sposi protagonisti del restauro più atteso del festival di quest’anno.

Cinema Ritrovato 2017: “Le centre Georges Pompidou” e il preludio della libera creatività

Il 31 gennaio 1977, con l’inaugurazione del Centro Georges Pompidou, viene sancita una nuova idea di esperienza museale: con un agglomerato di tubi colorati, scale mobili e tentacolari, vetrate infinite, “l’astronave” – così definita da Renzo Piano – atterrava a Parigi, liberando l’esperienza museale verso l’esplorazione di un linguaggio artistico nuovo, che, finalmente, diventa pluridisciplinare.

Bologna fotografata: la visita prosegue

Dopo la prima parte della visita, andiamo a esplorare più a fondo i tesori di Bologna Fotografata – Tre secoli di sguardi, la mostra organizzata dalla Cineteca di Bologna presso Sottopasso di Piazza Re Enzo dal 9 giugno. 

Aspettando Il Cinema Ritrovato: Ken Russell e l’art déco

Donne in amore (1969) è un film di Ken Russell tratto dall’omonimo romanzo di David Herbert Lawrence e ambientato nel 1920 in un’Inghilterra in cui ancora si piangono i tanti morti del primo conflitto m0ndiale erigendo monumenti commemorativi, un periodo storico che vede per la prima volta le donne rivendicare i loro diritti e che nel nostro caso diviene teatro dell’emancipazione di due sorelle.

Aspettando Il Cinema Ritrovato: “Mildred Pierce”

In programma martedì 27 giugno nell’ambito del Festival del Cinema Ritrovato, il film Mildred Pierce di Michael Curtiz con Joan Crawford, è tratto dall’omonimo romanzo di James Mallahan Cain, noto più comunemente come James M. Cain. Autore di diversi racconti e romanzi scritti tra il 1934 e il 1975 – che per lo più affondano la narrazione in storie di avidità, ambizione, sesso e violenza – Cain è stato spesso fonte di ispirazione per il grande schermo.

Bologna fotografata

La mostra Bologna Fotografata non racconta solo l’evoluzione urbanistica di una città e il susseguirsi delle vicende storiche in circa tre secoli, ma è l’occhio del fotografo il vero protagonista, fondamentale figura nota o anonima come nella locandina dell’esposizione, che dalla sua posizione privilegiata di osservatore, ritto sul basamento della fontana del Nettuno, si fa interprete dei cambiamenti del tessuto sociale e dell’assetto stradale.

Aspettando il Cinema Ritrovato 2017: la domenica di Emmer

Tra i film proposti nella sezione Una domenica a Bologna, dedicata a storie che si svolgono nel settimo giorno della settimana, Domenica d’agosto (Luciano Emmer, 1950) è forse il più conosciuto, almeno presso gli spettatori italiani: è uno dei film più importanti per riflettere su come e quanto il cinema italiano di quel periodo abbia saputo raccontare il passaggio dal dopoguerra al consumismo.

Modernariato italiano: i musicarelli

In occasione del documentario Nessuno ci può giudicare, il doc di Steve Della Casa e Chiara Ronchini dedicato al musicarello (e contemporaneamente della proiezione di Nessuno mi può giudicare, diretto nel 1966 da Ettore Maria Fizzarotti), offriamo un percorso critico su questo importante sottogenere del cinema italiano.

Il lato ambiguo del west: ancora su “Un uomo da marciapiede”

Uno schermo bianco di un drive in, il suono di una battaglia in lontananza, lo scalpitio dei cavalli seguito da alcuni spari, l’eco di un film western rievocato dal movimento altalenante di un cavallo a dondolo. L’incipit di Midnight Cowboy, brutalmente tradotto in Un uomo da marciapiede, potrebbe anche essere uno dei numerosi flashback dell’infanzia di Joe Buck.

New York Stories: “New York, New York”

Nella lunga trattazione su New York e il cinema che abbiamo proposto ai nostri lettori, appoggiandoci alla retrospettiva in corso, tocca oggi al film eponimo di Martin Scorsese. Dl resto non potevamo che chiudere con il regista più legato (insieme a Woody Allen) alla Grande Mela.

New York Stories: “L’uomo del banco dei pegni”

Capita che quando si pensa a New York non venga subito in mente il nome di Sidney Lumet, il cui Uomo del banco dei pegni è oggi sotto la nostra lente. Malgrado gli omaggi postumi e le tante occasioni per rivalutare e ripensare la sua opera, questo regista continua ad essere pigramente un po’ snobbato da chi è troppo impegnato a dispensare patenti di autorialità.

New York Stories: “Mean Streets”

Domenica in chiesa, lunedì all’inferno, mai titolo italiano è stato più azzeccato per definire le storie semiserie dei delinquentelli della piccola e notturna Italy, pronti ad essere iniziati ai violenti rituali della criminalità organizzata tra una tangente riscossa e un cero acceso alla Vergine.

New York Stories: “I guerrieri della notte”

    New York City, 1979. Cyrus, leader afroamericano dei Riffs, raduna nel Bronx tutte le street gangs della città (più di 100.000 uomini in totale) per unirle in unico grande esercito e porre fine alle sanguinose lotte per il controllo dei quartieri. Nel bel mezzo del raduno Cyrus viene ucciso da Luther, anarchico leader dei Rogues, e la colpa dell’omicidio viene attribuita ai Warriors, carismatica gang di Coney Island. Per gli otto guerrieri è l’inizio di una frenetica fuga lunga...