“La camera verde” e la tenerezza truffautiana

Dagli Archivi spuntano sempre formidabili tesori legati alla critica e alla cinefilia. Nel 2011, la figlia di Franco La Polla, Susanna, ha deciso di donare alla Cineteca di Bologna un’ampia collezione di volumi appartenuti a Franco. I volumi sono stati tutti catalogati e sono disponibili alla consultazione presso la Biblioteca Renzo Renzi. Recentemente, si è concluso anche il progetto di spoglio e digitalizzazione di tutti gli scritti che Franco ha realizzato per la Cineteca e per altri circoli del cinema: saggi, recensioni, articoli e monografie. L’inventario analitico e le digitalizzazioni, a cura di Carolina Caterina Minguzzi, sono ora disponibili e noi ne estraiamo (ed estrarremo anche in futuro) testi poco noti, spesso redatti per le schede di singole sale cinematografiche. Cominciamo con Truffaut. 

Un ricordo di Franco

L’uomo che amava il cinema. Prima ancora che studioso di levatura internazionale e professore amatissimo dagli studenti cui insegnava la cultura (e la passione) dei film, Franco La Polla era un intenditore. Sapeva trarre dalle proprie visioni quel che un sommelier riconosce nei buoni vini, e con altrettanta severità, era in grado di separare chiaramente le opere buone da quelle cattive, valutare le annate di pregio e le stagioni scadenti, riconoscere i piaceri ben invecchiati contro quelli inaciditi. Insomma: se un cinefilo si riconosce dai suoi gusti, allora La Polla era il più affidabile degli esegeti.

Cinema Ritrovato 2017: “Il laureato”

Il capolavoro di Mike Nichols si è imposto come film manifesto nella storia del cinema, rappresentando un’epoca, la fine degli anni Sessanta, facendosi portavoce e precursore di quel periodo e dei suoi cambiamenti. Il laureato ha trasposto sul grande schermo i semi di quell’importante rivoluzione culturale e sociale che stava scoppiando in quegli anni e che avrebbe travolto l’America, e lo ha fatto attraverso un linguaggio cinematografico del tutto nuovo.