Franca Valeri, il quasi secolo della signorina moderna

Teatro, radio, televisione, cinema, Franca Valeri ha attraversato tutti i media dando voce a personaggi femminili moderni dei quali ha saputo esaltare i difetti con cinico disincanto, signorine molto snob attraverso le quali l’attrice, e autrice, ci ha restituito uno spaccato dell’Italia del dopoguerra piena di contraddizioni nascoste all’interno di un tessuto sociale in fermento ma eternamente prossimo alla lacerazione. L’uso intelligente del linguaggio corrente alto e basso in egual misura provoca risate ma anche disappunto, in un paese in cui nei primi anni ’50 l’analfabetismo è all’ordine del giorno, la Valeri inserisce nei discorsi alcune espressioni inglesi, sconosciute ai più ancora soggetti all’egemonia della lingua francese: “È stato un po’ hard arrivare fin qui da lei, ma avendo io una testa harder than ci sono arrivata”

“Il bigamo” di Luciano Emmer al Cinema Ritrovato 2018

Ciò che tuttora colpisce dello sguardo di Emmer è la capacità con la quale riesce a non buttare in farsa una materia pronta a costituire una serie di sketch d’avanspettacolo. Il merito sta nella ricerca di un’autenticità che rende credibili non solo il contesto sociale e gli spazi domestici di una piccola borghesia incardinata nella centralità del sistema-famiglia garantito dal matrimonio, ma anche i personaggi sulla carta troppo improbabili per essere davvero verosimili. In virtù della sua coralità, Il bigamo offre la possibilità di godere di un cast pazzesco, in cui gli attori sono utilizzati con sapienza nei tipici ruoli del periodo, a parte forse Marcello Mastroianni che cominciava ad emanciparsi da quello standard formalizzato proprio da Emmer.