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Proteggere il più debole, “Zero in condotta” di Jean Vigo

Il nostro mese-Vigo continua con un’antologia di estratti critici riguardanti Zero in condotta, che rivisto oggi non fa che aumentare – invece che sedimentare – la carica di anarchia che possiede. A tutti i livelli. Con un pizzico di nostalgia, di quella profonda pena e tenerezza che ci fanno i bambini protagonisti. Vigo scriveva, in procinto di rivederlo ma destinato a morte prematura: “Ed allora, mi sento stretto dall’angoscia. State per vedere Zero in condotta, io sto per rivederlo con voi. L’ho visto crescere. Come mi sembrava gracile! Neppure convalescente, come un mio stesso figlio, non è più la mia infanzia. È invano che spalanco gli occhi. Il mio ricordo si ritrova male in lui. È dunque già così lontano?”.

A occhi chiusi in una notte di vento: “L’Atalante” di Jean Vigo

Cominciamo a occuparci del grande mese-Vigo proposto dalla Cineteca di Bologna in tutta Italia con alcuni approfondimenti critici e documentali. Le parole di Truffaut, Ghezzi, Gomes e Grande illuminano da par loro il capolavoro L’Atalante anche se a precederle ci piace mettere il fulminante commento di John Grierson:“È uno stile palpitante. Alla base c’è un senso del realismo documentario che rende la chiatta una vera chiatta, così precisa nella sua topografia, che vi ci potremmo orientare a occhi chiusi in una notte di vento. E questo è importante sia per una chiatta fluviale sia per un battello, ed è quanto i film sul mare non hanno mai capito” (autunno 1934).

A proposito di Vigo, secondo Truffaut

Dopo che al Cinema Ritrovato è stato presentato il restauro dell’opera di Jean Vigo, riprendiamo in esame alcune delle riflessioni di François Truffaut su questo cineasta divenuto oggetto di culto per cinefili e registi. “Ho avuto la fortuna di scoprire tutti i film di Jean Vigo in un’unica volta, un sabato pomeriggio del 1946, al Sèvres-Pathé grazie al cine-club La chambre noir animato da André Bazin. Entrando in sala ignoravo persino il nome di Jean Vigo, ma fui preso immediatamente da un’ammirazione sterminata per quest’opera che tutta insieme non raggiunge nemmeno i duecento minuti di proiezione”.

Cinema Ritrovato 2017: “Zero in condotta”

“La guerre est déclarée!” dice il giovane Tabard, guidando i suoi compagni verso la rivolta. La guerra è dichiarata, quindi. La guerra contro il mondo degli adulti, le istituzioni ferree, le regole, le imposizioni, le violenze sottili. Una lotta verso lo Zero in condotta. Un numero tondo, panciuto, ma pieno di rabbia e privazioni.

Cinema Ritrovato 2017: Rozier, Bardot, Godard, Vigo e altre storie

Jacques Rozier è stato forse uno dei registi più emblematici della Nouvelle Vague, Desideri nel sole (1962) resta il suo più celebre lavoro ed è con questo e con il precedente Blue Jeans (1958) che si guadagna la stima di Jean-Luc Godard utile a presenziare alle riprese del Disprezzo durante le quali può dedicarsi alla realizzazione di due interessanti cortometraggi, Paparazzi e Le parti des choses: Bardot et Godard (1963).

Cinema Ritrovato 2017: “À propos de Nice” e “L’Atalante”

La serata inaugurale dell’edizione 2017 del Cinema Ritrovato è stata costellata, in senso quasi letterale, dal potere fantasmatico della luce: ai bagliori del mare su cui si è aperta e chiusa À propos de Nice (1929), opera prima di Jean Vigo, e alle superfici riflettenti di acqua e vetro del suo capolavoro indiscusso, L’Atalante (1934), si è unito il passaggio di un fascio luminoso (o più romanticamente stella cadente) che ha incantato il pubblico di Piazza Maggiore suggellando uno dei momenti più intensi del film culto, la notte d’amore in absentia dei due sposi protagonisti del restauro più atteso del festival di quest’anno.