Il cinema come vero Protagonista – Speciale “Tenet” III

Come sempre in Nolan, c’è molto di più di quel che appare: se è vero che alcuni personaggi vengono ridotti a semplici funzioni della storia, lo è altrettanto che, anche grazie a questa scelta, il regista è in grado di tracciare in filigrana una riflessione sul senso stesso del ruolo del protagonista, sulla  sua capacità di prendere in mano la propria vita, di diventarne appunto Protagonista e dunque di intervenire nella storia per cambiarla. L’elemento umano, e la capacità del singolo di farsi carico di una responsabilità e di un rischio per una collettività (“perché lui può sopportarlo” diceva il commissario Gordon nel secondo Batman di Nolan) è un tratto distintivo in molte sue pellicole, ma mai lo era stato in una chiave così teorica. Un personaggio che ha nel nome il suo destino.

Non pensare troppo – Speciale “Tenet” II

Per una buona metà Tenet si trascina a fatica fra lunghissime spiegazioni e dialoghi interminabili il cui scopo si esaurisce dopo pochi minuti in scene d’azione a metà fra Mission impossible e 007. Da un certo punto il film si risolleva, non tanto perché questo schema viene alterato, quanto perché si insiste maggiormente sul potenziale spettacolare degli effetti temporali, vero centro d’interesse del film. Come di Inception ricordo solo i palazzi che si contorcevano su sé stessi, così a poche ore dalla visione di Tenet non mi viene in mente il nome di un singolo personaggio ma solo delle automobili in retromarcia.

Adrenalina senza vita – Speciale “Tenet” I

Il blockbuster di Nolan, ad oggi il più oneroso della sua filmografia, costituisce un ottimo riassunto della strategia adottata dalle grandi produzioni americane per salvare i tent pole movies minimizzando i rischi: superato il reboot, ci si dirige silenziosamente verso il patchwork, brandelli di narrazioni logore tenute assieme da un’idea apparentemente innovativa. Piuttosto che investire realmente sulla rappresentazione di nuove storie, individualità e problematiche, la scelta dei produttori è ingegnarsi per rendere appetibile al pubblico uno spettacolo alla base sempre uguale, eseguito però con maestria quasi ineccepibile. D’altronde, come ci insegna il Protagonista di Tenet, per salvare il futuro bisogna rivolgersi al passato.