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“Harlem” e il feticismo del coraggio

Prodotto della propaganda fascista in chiave anti-americana a sostegno delle imprese coloniali italiane, Harlem (1943) di Carmine Gallone viene restituito nella sua versione integrale, senza la censura di oltre mezz’ora operata dopo la fine della dittatura fascista, di tre mesi successiva all’uscita nelle sale. Ricostruire la versione originale e rifletterci criticamente significa andare oltre il doveroso e obbligato orrore per i dettami fascisti sulla purezza della razza e scendere più ideologicamente in profondità, consapevoli del pericolo del “fascismo che affascina”, per citare le parole del celebre saggio di Susan Sontag. Harlem non è semplicemente un documento storico, ma un monito culturale per il nostro presente.

Cinema Ritrovato 2017: “Malombra”

Malombra è uno dei diva-film più importanti e particolari della storia del cinema italiano; infatti, è insolitamente caratterizzato da uno stile narrativo gotico e fantastico. Nei film di Carmine Gallone l’impronta teatrale è molto forte e in questo sfrutta i corpi, soprattutto quello della diva Lydia Borelli, come se fossero materiale plasmabile. Anche l’uso dei colori in questo film (e non solo) è estremamente accurato e diventa un’essenziale elemento narrativo.