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“Carnevalesca” di Amleto Palermi al Cinema Ritrovato 2018

Un’altra colonna portante della storia del cinema muto italiano è Carnevalesca (1918) di Amleto Palermi, studiato e analizzato più e più volte nell’ambito della teoria del colore nel cinema. Più che parlare della trama del film (una classica vicenda di aspirazione al trono da parte degli eredi di un sovrano, destinati poi a distruggersi tra loro) o dell’interprete principale Lyda Borelli, eroina dannunziana, diva bellissima e tragica, è opportuno spiegare come questa pellicola sia completamente intrisa di significato simbolico, poiché è proprio il colore il vero protagonista del film restaurato nel 1993 dalla Cineteca di Bologna. Per capire meglio l’intera scansione del film, occorre certamente una conoscenza preliminare di ciò che era il progetto iniziale della sceneggiatura, non corrispondente a quanto giunto a noi, probabilmente a causa di una pesante sottoposizione a tagli da parte dei distributori.

Cinema Ritrovato 2017: “Malombra”

Malombra è uno dei diva-film più importanti e particolari della storia del cinema italiano; infatti, è insolitamente caratterizzato da uno stile narrativo gotico e fantastico. Nei film di Carmine Gallone l’impronta teatrale è molto forte e in questo sfrutta i corpi, soprattutto quello della diva Lydia Borelli, come se fossero materiale plasmabile. Anche l’uso dei colori in questo film (e non solo) è estremamente accurato e diventa un’essenziale elemento narrativo.