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“Momenti di trascurabile felicità” e il pedinamento cinefilo

La cosa che più colpisce di questo film è l’uso del tempo che, attraverso l’impiego di costanti transizioni, all’inizio è ben scandito, ma più ci si avvicina alla fine più il montaggio diventa caotico e ciò che ne risulta è un’esemplare fusione di passato, presente e futuro sognato. Paolo si muove all’interno della propria vita e del suo mondo come se guardasse se stesso attraverso gli occhi dello spettatore, così i ricordi tornano in maniera assillante e più vividi che mai. La patina che nella sua realtà separa il passato dal presente è solo un’illusione, Paolo può infatti manovrare le sue memorie come preferisce. Pensieri, questioni e aneddoti sono così reali e umani da risultare familiari alla maggioranza del pubblico e, adattati al protagonista, sono stati direttamente tratti dai libri di Francesco Piccolo: Momenti di trascurabile felicità e Momenti di trascurabile infelicità.