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La terra dell’abbandono. “La Cordillera de los sueños” di  Patricio Guzmán

In questo bellissimo film a dominare il racconto è la cordigliera delle Ande e la sua imponente e labirintica struttura. Un territorio quasi abbandonato quello attorno alla cordigliera che in un certo senso racchiude in se la storia del Cile e in qualche modo anche la sua memoria. Una barriera che contemporaneamente protegge e isola, difende e allontana. Così, attraverso un procedimento caro alla geometria frattale già usato negli altri due documentari, la cinepresa si avvicina sempre di più alle montagne, alla loro superficie, alle spaccature delle rocce e improvvisamente quasi non sappiamo più se ci troviamo nel regno del piccolissimo o se non stiamo invece osservando dall’alto l’intera cordigliera,  e la sua multiforme e sfaccettata andatura montuosa.  

“Dicktatorship”, un sondaggio sul patriarcato italiano

“L’Italia è un Paese ossessionato dal pisello. Tutto ruota attorno a quello”. Dicktatorship ci fa vedere come il nostro passato sia stato prettamente patriarcale e come questo sia tutt’ora incarnato nella mentalità di femmine e maschi. Di come, nonostante le battaglie femministe degli anni Settanta, ancora oggi un padre sia reticente a far giocare suo figlio con una Barbie. O ancora, delle grandi polemiche suscitate dalla richiesta dell’ex presidente della Camera Laura Boldrini di cambiare l’articolo determinato da “il” presidente a “la” presidente. Gustav e Luca non si limitano a interpellare esperti di sociologia o psicologia, ma anche personaggi famosi, quali Rocco Siffredi o Michela Murgia, e persone comuni di età e sesso diverso incontrate per strada. È un vero e proprio sondaggio sul pensiero italiano e sul ruolo che donna e uomo dovrebbero avere nella nostra società.

L’intimità disarmante di “Family Romance, LLC”

Werzog è stato ispirato da un business in crescita in Giappone, quello della fornitura di attori per interpretare figure significative nella vita di persone reali. Così si è recato nel paese e, con un budget pressoché inesistente (ha raccontato con molto orgoglio dei cambi di costume improvvisati nei bar nei dintorni) ha filmato camera a mano attori locali che recitavano in madrelingua, catturandoli molto da vicino e senza curarsi troppo di tremolii, sovraesposizioni e sottoesposizioni, con un senso della composizione dell’immagine sorprendentemente figlia dei nostri tempi.

“Kemp” e la fulgida, soave leggenda

I ballerini, quelli consumati dalla passione per l’arte come la protagonista di Scarpette rosse, non vanno in pensione ma muoiono. Così dice in Kemp, presentato a Biografilm 2019, proprio Lindsay Kemp, ritratto poco prima della sua scomparsa ad agosto 2018. Febbrile di idee e lievemente malinconico per l’aborto del suo ultimo progetto creativo, Dracula, a causa dei produttori, Kemp accoglie Edoardo Gabbriellini nella casa di Livorno dove ha vissuto i suoi ultimi anni, e racconta la sua vita di ballerino, coreografo, attore nonché creatore di mondi visivi peculiari, tramite trucchi, costumi e scenografie di sua concezione.

Herzog incontra Gorbaciov

Due grandi idealisti si incontrano, tre volte nel giro di sei mesi, per un’intervista. L’intervistatore, Werner Herzog, è un passionale più interessato alla cifra umana che all’approfondimento storico. L’intervistato, Michail Gorbaciov, è un 87enne quieto e con qualche problema di salute, nei cui occhi però ben si vedono calore carismatico e una sicurezza senza arroganza. Herzog non nasconde a nessuno il suo affetto partigiano per Gorbaciov, e definisce l’ultimo presidente dell’Unione Sovietica, colui che mise fine alla Guerra Fredda, “uno dei più grandi leader del XX secolo”, confessandogli anche apertamente i propri sentimenti. Presentato al Biografilm 2019.