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La commedia umana secondo Peter Sellers

Peter Sellers è l’unico attore a cui Kubrick abbia lasciato la possibilità di improvvisare direttamente sul set. Sellers è libero di travestirsi di continuo, camuffando soprattutto la propria voce, nel ruolo di Clare Quilty in Lolita. In Il dottor Stranamore è riuscito addirittura a interpretare tre diversi personaggi al medesimo tempo: il colonnello goffo Lionel Mandrake, il presidente eccentrico Merkin Muffley e il folle ex nazista dottor Stranamore. Stratificandoli con personalità diverse e proponendo differenti caratteristiche per ognuno di loro, dalle molteplici espressioni facciali ai movimenti del corpo, fino agli eterogenei accenti linguistici. In fondo “anche questo rientra nella commedia umana” come dice l’ispettore Clouseau in Uno sparo nel buio.

“Il dottor Stranamore” e la critica dell’epoca

Anche questa volta, in occasione della distribuzione di Il dottor Stranamore nel contesto del progetto “Cinema Ritrovato. Al cinema”, offriamo alcuni spunti della critica coeva al capolavoro di Stanley Kubrick, così da recuperare gli umori circolanti all’epoca. Giovanni Grazzini, nel 1964, per esempio scriveva: “Realizzato con intenti grotteschi, il film dà perciò forti unghiate a certe tipiche componenti dello spirito americano, (come già Kubrick fece con Lolita), ma nel contempo non risparmia i sovietici; se esso è di volta in volta una satira del film di guerra, del western, del suspense e del giallo psicologico, nel suo complesso ha accenti di elegante ironia sulla disperata condizione dell’uomo contemporaneo. Una commedia, insomma, la quale, come Il dittatore di Chaplin, è nata dalla disperazione”.