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“Fellini degli spiriti” e il vento del cinema

Fellini degli spiriti restituisce agli spettatori la matrice più autentica della sua arte, il punto di origine del suo tessuto iconografico: la magia di un mondo visto dall’alto di una scala a pioli tesa su un albero (zio Teo di Amarcord) radicato per terra o, se preferiamo, da un’altalena che libra nell’aria (come quella dello Sceicco bianco o di Sandra Milo in Giulietta), cullata dal vento, altro grande elemento medianico felliniano. Il vento come forza della natura, ma anche come movimento puro e come tale prettamente cinematografico: anche se il vento, come tutto il cinema di Fellini, si appella ad altri sensi, perché a Federico per dar forma e sostanza al suo cinema non bastò mai solo la semplice vista.