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“Austerlitz” e la giornata della memoria

Il viaggio di Sergei Loznitsa in Italia, in questi giorni, per presentare Austerlitz, è stato intenso e sorprendente per la lucidità e consapevolezza di questo cineasta straordinario. Inoltre, il suo film pare il più esemplare modo per riflettere – invece che celebrare senza meditare – sul concetto di trasmissione storica nella Giornata della Memoria. 

Il significato della memoria: “I ponti di Sarajevo”

In un film collettivo i registi sono come calciatori, il loro compito è passarsi la palla a vicenda finché il tema principale del progetto non viene sviscerato e affrontato attraverso i tanti e diversi punti di vista. E se il gioco di squadra è buono allora l’armonia dei segmenti riuscirà a formare un unico grande mosaico, e la partita è vinta. Questo è ciò che accade ne I ponti di Sarajevo (in programma al cinema Lumière), dove tredici registi posizionano la capitale della Bosnia ed Erzegovina al centro delle loro tredici storie. In occasione del centenario dall’inizio della Prima Guerra Mondiale, la pellicola si propone come un rincorrersi di pensieri che vanno dall’attentato del 1914 all’arciduca austriaco Francesco Ferdinando e consorte (miccia che fece scoppiare il conflitto mondiale), passando per la guerra in Bosnia ed Erzegovina svoltasi dal 1992 al 1995, fino ad arrivare ai giorni nostri.