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“Disobedience” e il cantico della sensualità

“Niente è più tenero e autentico della reale sensazione di essere liberi. Liberi di scegliere”. Queste poche parole che Sebastian Lelio fa pronunciare a Dovid, nel momento di apice drammatico di Disobedience, racchiudono sì il cuore pulsante del film ma riassumono anche buona parte della poetica del regista cileno. I personaggi principali dei suoi due film precedenti si muovevano in una zona sospesa fra la ricerca della propria identità e il coraggio di rivendicarla. In quest’ultima pellicola questi temi si intrecciano a quelli della libertà di scelta e dai condizionamenti esterni, religiosi o sociali che siano. Ma il peso specifico e la classicità degli argomenti trattati sono perfettamente bilanciati da un racconto che alla fine risulta fresco, avvincente e toccante, grazie anche ad una regia attenta e rigorosa e alle ottime prove di interpretazione dei tre protagonisti.

Biografilm 2017: “Una mujer fantástica”

Smascherando la falsa tolleranza e il pregiudizio borghesi nei confronti di una donna che verrà poi trattata alla stregua di un oggetto, quasi carne da macello, Una mujer fantástica milita con forza sulle scie del cinema LGBT contemporaneo: il cileno Sebastián Lelio analizza il travaglio esistenziale di Marina Vidal, giovane donna transgender sconvolta dalla morte improvvisa del suo compagno di vita.