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Venezia 2018: “First Man” di Damien Chazelle

Il First Man, ovvero il primo uomo a fare un grande passo per l’umanità, è Neil Armstrong (Ryan Gosling). I suoi tormenti e le sue inquietudini sono parallele alla tristezza, mista al desiderio di cominciare una nuova vita, della moglie Janet (Claire Foy) e dei due figli. Neil è già sulla Luna ancor prima di affondarci il piede. La guarda, la sogna e la studia costantemente. Il trasloco, i mesi, gli anni, e gli innumerevoli lutti si susseguono in una serie di incidenti ed errori, ma Neil sembra essere in una bolla; pensa solo a prepararsi per ciò che avverrà. Le proteste dei pacifisti non lo scoraggiano, gli occhi persi di Janet non riescono a raggiungerlo. Le proteste dei politici e dei finanziatori sono cose da lui distanti. Per il bene della scienza è pronto a tutto, e superare l’Unione Sovietica è l’obiettivo di tutti.

Il puro abbandono sentimentale di “La La Land”

Per concludere l’anno, torniamo a parlare di La La Land, uno dei film più amati dalla redazione, uno di quelli che hanno sublimato la storia del musical (di cui ci siamo tanto occupati, per varie ragioni, nel 2017), una delle opere che più mette in gioco la cinefilia e il cinema come sogno desiderante. Soltanto sospendendo per un attimo la realtà si comprende tutto il potere evocativo di La La Land, dove anche grazie alla colonna sonora di Justin Hurwitz si respira un’aria di assoluto abbandono sentimentale tra il rimpianto di ciò che è stato e non sarà più.