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“Finis Terrae”, un poema bretone

Sebbene oggi, grazie anche al successo internazionale di artisti come Alan Stivell, Yann Tiersen o più di recente Nolwenn Leroy, ci sia una maggiore sensibilità e questa cultura sia stata riscoperta, gran parte di quello che c’era è andato perduto e uno dei modi per recuperare tutto questo passa proprio attraverso la cinematografia.  Finis Terrae di Epstein ne è sicuramente un esempio perché, prima ancora di Man of Aran o La Terra Trema, il regista decise di raccontare un popolo attraverso di esso, utilizzando come attori solo persone del posto. Proprio per questo il film è un documento incredibile perché, per certi versi, è una storia locale fatta da locali, che cristallizza una cultura in un momento storico ben definito. La situazione è ancora più particolare perché le vicende sono ambientate a Ouessant che, essendo un’isola, risulta ancora più isolata e legata alla tradizione. La trama è quasi assente, è un pretesto per imprimere su pellicola gli splendidi paesaggi naturali e il cuore di un popolo.

1919, il prezzo delle proprie certezze

Non sempre è bene avere convinzioni inossidabili, perché potrebbe rivoltarsi contro di voi. Cosa fareste se vostra moglie vi tradisse per un altro? Il protagonista de La maschera e il volto (1919) non ha dubbi: ucciderebbe immediatamente la traditrice. Ancora più dura la lezione che ha dovuto imparare il Pubblico Ministero Brückner, grande sostenitore della pena di morte in Misericordia. Cosa fare se ad essere accusato è tuo figlio e non più un perfetto sconosciuto? Cosa ne sarà dei saldi principi di vendetta se in fondo ti senti responsabile per aver negato aiuto a tuo figlio quando ne aveva bisogno? Tante storie, un unico anno e un filo conduttore per ragionare sui diritti e sulle conseguenze di avere una forma mentis chiusa e reticente al cambiamento. La rassegna dei film del 1919 è stata un modo per parlare ancora una volta di attualità, di far ragionare attualizzando storie del passato che tornano prepotentemente attuali sotto gli occhi dello spettatore.

Musidora, il torero e lo spettacolo della proiezione

Vedere oggi La Tierra de los Toros di Musidora (1924) non rende certamente l’idea di quello che doveva essere il concetto originale dell’opera. La vamp francese aveva, infatti, in mente un progetto itinerante durante il quale alla proiezione si alternavano momenti con lei stessa sulla scena che intratteneva il pubblico. Oggi questo progetto è soprattutto il manifesto di una dolce storia d’amore. Il film è ricco di giochi di sguardi, sorrisi e segnali di grande intesa tra Musidora e il torero Antonio Cañero, che erano all’epoca all’apice della loro relazione sentimentale. La Tierra de los Toros ricostruisce il loro amore in forma romanzata, con i due protagonisti che interpretano loro stessi prendendosi molto poco sul serio e giocando sui loro punti di forza e i loro difetti.

“Sur un air de Charleston” e “Red Lantern” tra pregiudizio e integrazione

Integrazione diversità e pregiudizio sono temi caldi che il Cinema Ritrovato 2019 è riuscito ad affrontare in una sezione che potrebbe forse sembrare insolita, quella dedicata al cinema muto. In che modo? Prima con la proiezione di Sur un air de Charleston (1927), film giocoso e sperimentale in cui il regista riesce a dare una lezione semplice ribaltando gli stereotipi: nel 2028 il mondo civilizzato è rappresentato dalle genti d’Africa, in tenuta black face, mentre in un’Europa distrutta dalla guerra vivono “aborigeni bianchi”. Un esploratore giunge in Europa e si rivela essere più aperto di quanto non lo fossero stati gli occidentali a parti invertite. Molto più complessa e articolata la vicenda di The Red Lantern (1919), dove la stella Alla Nazimova interpreta una ragazza cinese di padre occidentale.

Intervista a Jeanne Pommeau del Národní filmový archiv

In occasione del Cinema Ritrovato 2018 sono state fatte tre proiezioni con materiale proveniente dal Národní filmový archiv (NFA). Ho avuto il piacere di intervistare Jeanne Pommeau, che si occupa di restauro presso l’archivio. “Prima della proiezione di Shoulder Arms ho chiesto al pubblico se avesse visto dei veri film imbibiti e tutti hanno alzato la mano. Mi sono molto stupita, ma poi mi sono resa conto, assieme a Mariann Lewinsky, che non tutti avevano chiaro cosa avessi chiesto. Probabilmente molti di loro avevano visto dei desmetcolor o restauri digitali, ma non delle vere imbibizioni. Molti spettatori non hanno ben chiara la differenza e non sanno cosa stanno effettivamente vedendo”. 

“Otec Sergij” di Jakov Protazanov al Cinema Ritrovato 2018

Sofferenza e patimento interiore sono da sempre temi centrali della letteratura russa e Otec Sergij di Protazanov, tratto da un romanzo di Tolstoj, ne è un classico esempio. Figura centrale del racconto è il Principe Kasatskij, un uomo fiero e bizzoso che serve Nicola I come comandante delle guardie. La sua tranquilla vita di ufficiale viene stravolta quando scopre che la donna che ama è stata amante del suo imperatore. Decide allora di abbandonare tutto e diventare frate col nome di Padre Sergio. La sua conversione non sarà però esente da tormenti interiori: continuamente verrà tentato dal peccato, in particolare da quello carnale, costringendolo presto a trasferirsi in una città isolata e vivere come eremita.

“Banya Titka” e “Revolutionens Datter” al Cinema Ritrovato 2018

La rivoluzione è stato uno dei temi centrali del programma muto del Cinema Ritrovato che si è concretizzato in particolare con due film: Banya Titka, serie ungherese in due parti, e il danese Revolutionens Datter. L’ottobre del 1917 e l’avvento dei soviet in Russia, aveva irrimediabilmente colpito l’immaginario collettivo, aumentando la paura che la rivoluzione potesse espandersi a macchia d’olio in altri stati europei. I due film, pur sviluppandosi in maniera molto diversa, sono molto simili tra loro: una donna prende la direzione di una miniera o fabbrica e viene ingiustamente additata come colpevole di angherie compiute in realtà da altri. Gli operai sono scontenti e si rivoltano attentando alla vita della ragazza. Entrambe vengono però salvate da un uomo che le aiuterà a riprendere felicemente il controllo della situazione.

“Wolves of Kultur” o il Mutiflix del Cinema Ritrovato 2018

Oggi le serie televisive sono sempre più popolari e le tecniche narrative si stanno affinando sempre di più. La proiezione dei grandi serial muti, con la loro continuity, seppur discontinua, è importante per fare comprendere alle nuove generazioni quante di quelle che noi percepiamo come innovazioni siano in realtà eredità di un passato vicinissimo alle origini del cinema. Questa stessa caratteristica, del resto, viene da ancora più lontano, ed è legata alla pubblicazione dei grandi romanzi di appendice i cui capitoli venivano pubblicati settimanalmente. Tenere alta la tensione era quindi necessario per portare nuovamente lo spettatore al cinematografo per vedere il capitolo successivo. 

“Nattliga toner” al Cinema Ritrovato 2018

Cosa c’è di più puro dell’arte? Eppure per alcuni non è che un trampolino di lancio per raggiungere successo e affermazione personale. Questo capita anche in Nattliga toner di Georg af Klercker dove un conte con velleità poetiche cerca disperatamente di produrre qualcosa che lo faccia ricordare ai posteri. Per farlo è disposto a tutto: prima acquista da un poeta tanto squattrinato quanto datato alcune brevi poesie, poi arriva ad ucciderlo per rubarne il suo capolavoro, un’opera teatrale dal titolo “visioni notturne”. Ma un simile crimine non può passare inosservat: un vecchio amico del poeta assiste a uno spettacolo delle”visioni” e riconosce in essa il vero autore. Accusa dunque il conte che cade subito dopo in una buca e perde la vita: prima di morire confessa però il suo crimine e riabilita il vero autore del testo.

“L’avarizia” di Gustavo Serena al Cinema Ritrovato 2018

Tra il 1918 e il 1919 uscivano in Italia una serie in episodi sui Sette peccati capitali su ispirazione del romanzo ottocentesco di Eugène Sue. Sebbene gli episodi fossero diretti da registi diversi, escludendo Bencivenga che girò i capitoli dedicati all’accidia e alla lussuria, e il cast variasse  generalmente di volta in volta, la continuità era garantita dalla presenza di Francesca Bertini nel ruolo della protagonista. In quegli anni il successo dei grandi diva-film arrivò fino alla neonata Repubblica Cecoslovacca, che ricevette la serie completa in due versioni: una con didascalie in ceco una seconda in tedesco per le minoranze locali. Negli anni quaranta entrambe le versioni vennero acquisite dalla Cineteca di Praga. Durante il Cinema Ritrovato 2018 è stato presentato L’avarizia, diretto e interpretato da Gustavo Serena, nella sua versione restaurata dal Narodni Filmovy Archiv negli anni ’90.  

“Vedi Napule e po’ mori” al Cinema Ritrovato 2018

Dopo la Napoli ferina di È piccerella di Elvira Notari (1922) facciamo un salto in una nuova città, quella solare come facciata del regime, con Vedi Napule e po’ mori diretto da Eugenio Perego (1924). Sono passati solo due anni tra i due film, sembrano invece passati decenni. Nonostante la complessità  dei film della Notari sia decisamente maggiore, la linearità del film di Perego è comunque apprezzabile e la narrazione è ben confezionata. Vittorio Martinelli, a cui a dieci anni dalla sua scomparsa è stata dedicata questa proiezione, definiva Vedi Napule e po’ mori “un’altra perla di quel cinema popolare napoletano […] che i critici snobbavano con stupida supponenza”.

“Christian Wahnschaffe” di Urban Gad al Cinema Ritrovato 2018

Christian Wahnschaffe (1920-21) è un film monumentale diviso in due parti che sviscera senza pietà i lati peggiori dell’animo umano. Christian è un uomo ricco, estremamente sensibile e attento ai bisogni dei più poveri: ma sarà sempre un ricco! Crede di poter risolvere i problemi dei più deboli attraverso il denaro, ma questo non servirà realmente ad aiutare. Realizzato questo deciderà di privarsi di tutti i suoi averi per vivere da povero, ma scoprirà a proprie spese che i beni che ha distribuito hanno corrotto gli animi anche dei più puri. Se la prima parte del film è dedicata alla perdizione portata dal successo, ne subirà le conseguenze una giovane ballerina e un gruppo di rivoluzionari, noti come nichilisti, che avevano nascosto da lei documenti preziosi, è nel secondo episodio che si raggiunge l’apice del decadimento morale.

“Shiraz. A Romance of India” al Cinema Ritrovato 2018

Shiraz è un film che non lascia indifferenti, ha una sensibilità poco occidentale ma che riesce ad affascinare lo spettatore. Allo stesso tempo,però, viene il sospetto che quanto vediamo sia forse un tipo di esotismo a uso e consumo della nostra cultura, seguendo quell’orientalismo, ben noto in ambito antropologico, che spinge vero una rappresentazione di un’India fortemente stereotipata. Pur tenendo presente questi fattori non è possibile restare impassibili di fronte agli splendidi paesaggi, la diversità delle genti, dei ricchi palazzi o in generale degli usi e costumi locali. Questo aspetto è reso ancora più godibile dalla straordinaria qualità del video, restaurato in 4k dal BFI a partire dal negativo camera originale e da un controtipo positivo di conservazione.

“I due timidi” di René Clair al Cinema Ritrovato 2018

I due timidi (1928) è una piccola perla diretta da René Clair. Si tratta di una godibilissima commedia alla francese che racconta le gesta di Jules, giovane e introverso avvocato alle prese con le difficoltà che questa eccessiva timidezza gli creano. Alla sua prima udienza, il giovane entra nel pallone e fa dare al suo assistito Garadoux, accusato di violenza domestica ai danni della moglie, il massimo della pena.  Uscito di prigione e diventato vedovo, l’uomo si taglia la barba e cambia città iniziando a fare una sgradita corte alla giovane Cécile, complice anche la difficoltà del padre di lei a imporsi e dire di no a causa, anche qui, di una grande timidezza. Come nelle migliori delle tradizioni anche Jules si innamora della giovane e così Garadoux si ritrova a dover fronteggiare una presenza due volte sgradita: prima di tutto perché teme che Cécile si innamori di lui, secondo perché teme di essere riconosciuto facendo così tornare a galla il suo passato.

“La moglie di Claudio” con Pina Menichelli al Cinema Ritrovato 2018

Non poteva mancare al Cinema Ritrovato una sezione dedicata alle grandi dive del Cinema muto italiano. Apre le danze l’appassionante La moglie di Claudio (1918) con Pina Menichelli nel ruolo della protagonista. La storia si ispira a un’opera teatrale di Alexandre Dumas figlio: Claudio Ruper è un uomo retto e intelligente, capace di inventare un potente cannone capace di porre fine a tutte le guerre. Sua moglie Cesarina è tutto l’opposto: corrotta e senza scrupoli, con un passato torbido che cerca di sedurre gli uomini che ha intorno per manipolarli. I due rompono: Claudio inizia a frequentare Rebecca, ragazza ebrea proba e generosa; Cesarina prima si allontana, poi si affilia ad una banda di malfattori allo scopo di rubare al marito i piani segreti dell’arma. L’unica altra persona a conoscerli è il giovane Antonino, rimasto orfano e cresciuto come un figlio da Claudio, ma che si è innamorato follemente di Cesarina. In una girandola di intrecci ed emozioni si arriva al tragico finale con la Menichelli che si mette in mostra nella sua notoria gestualità esasperata, il “menichellismo”.

L’officina di Arrigo Frusta al Cinema Ritrovato 2018

Il Cinema Ritrovato 2018 presenta per la prima volta una retrospettiva su uno sceneggiatore italiano del periodo muto. Arrigo Frusta, però, non era un semplice scenarista, ma era in grado di scrivere pensando già alla messa in scena, dando a volte indicazioni sulle riprese o presentando progetti per i costumi che i personaggi avrebbero dovuto indossare. Nella prima giornata del festival sono state proiettate alcune sue produzioni tratte dalla collezione di Tomijiro Komiya (1897-1975), affamato collezionista giapponese la cui raccolta è fortunatamente giunta, seppur gravemente danneggiata, al National Film Center di Tokyo. Grazie al lavoro di Hiroshi Komatsu, molti di questi film sono stati identificati e poi restaurati. Tra questi troviamo anche alcuni film sceneggiati da Arrigo Frusta, tre dei quali sono stati proiettati oggi.