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L’affezionato ricordo di un artigiano della luce: intervista a Stefano Delli Colli

L’occasione è la pubblicazione di un volume biografico, che rende giustizia alla sua lunghissima carriera raccontando il “dietro le quinte” di un uomo quanto mai riservato nella vita pubblica. A scriverlo, non poteva essere che il figlio Stefano, giornalista dal 1982, nonché direttore responsabile di Staffetta quotidiana prima e Quotidiano energia poi. A pubblicarlo, la giovane casa editrice Artdigiland, all’interno di una collana dedicata all’uso della luce in ambito artistico, laddove ci si focalizza sul mondo cinematografico (ma non solo), con volumi dedicati ad alcuni dei numi tutelari: Giuseppe Lanci, Luciano Tovoli (con un libro dedicato a Suspiria) e Luca Bigazzi sono i nomi che spiccano. E proprio la realizzazione del volume su Lanci è stata l’occasione per l’incontro tra la direttrice della casa editrice, Silvia Tarquini, e Stefano Delli Colli.

C’era una volta Sergio Leone: intervista a Sir Christopher Frayling

Deve proprio essersi sentito a casa, Sir Christopher Frayling, muovendosi tra i libri e i visitatori della biblioteca Renzo Renzi: lui, massimo esperto del cinema di Sergio Leone, esattamente in mezzo ai manifesti di Per un pugno di dollari e C’era una volta in America (rispettivamente secondo e ultimo film del regista romano), che spiccano sopra gli scaffali della Book Fair nella Cineteca bolognese. Del resto, un ospite della sua caratura non poteva mancare, nel giorno della proiezione in Piazza Maggiore di quello che – assieme a C’era una volta in America – resta impresso come il film più gravido d’epos del cinema leoniano: C’era una volta il West, ovviamente, di cui viene celebrato il cinquantesimo anniversario.

A cavallo tra storia e finzione: il rivoluzionario Mastroianni di “I compagni”

Nella sterminata filmografia di Mastroianni, un film come I compagni rischia di apparire come secondario, soverchiato da un numero invidiabile di classici usciti a brevissima distanza. In quei tre anni – dal 1960 al 1963 – arrivarono sullo schermo, una dopo l’altra, le perfomance più ricordate dell’attore, che si giostrava tra il gotha di registi del decennio passato e presente: dai capolavori felliniani (La dolce vita, 8 e ½) a Ieri, oggi e domani di De Sica, passando per i ruoli siciliani del bell’Antonio e del barone Fefè Cefalù, senza dimenticare l’esperienza con Antonioni in La notte. Di fronte a titoli così ingombranti, fondamentali per l’esplosione dell’icona Mastroianni nell’immaginario collettivo, sembra spontaneo attribuire un’importanza minore, per la sua carriera, alla pellicola di Monicelli. 

“Il mio Antonioni”, ultimo lascito di Carlo di Carlo: intervista a Lorenzo Cuccu

All’ombra di Palazzo Re Enzo, in collaborazione con il bar “La Linea”, si sviluppa l’appendice libraria del Cinema Ritrovato: con il nome di Otto libri sotto le stelle, la rassegna dà spazio agli oggetti librari cinefili di recente pubblicazione, talvolta in collegamento con le proiezioni in sala del festival. Sotto il segno del cinema d’autore italiano, il primo happening – coordinato da Paolo Mereghetti – è stato dedicato alla presentazione de Il mio Antonioni, curato da Carlo di Carlo, sfortunatamente scomparso nel 2016. Tramite un complesso lavoro mosaicale, il regista bolognese (nonché assistente di regia per alcuni film di Antonioni e Pasolini) aveva provveduto a fornire una personale elaborazione della figura del regista ferrarese, estrapolando le sue parole da scritti e interviste e assemblandole nel libro.