In occasione dello Svilupparty 2017, la festa degli sviluppatori italiani di videogiochi, abbiamo scambiato quattro chiacchiere con i ragazzi di PsychoDev, autori di Chronicle of Innsmouth, avventura grafica ispirata alla mitologia lovecraftiana.

L’ignoto ci circonda. È una presenza costante nella nostra vita, sin dalla primissima infanzia, qualcosa con cui dobbiamo confrontarci ogni giorno. L’ignoto è la destinazione finale di decine e decine di spedizioni cinematografiche mandate a scandagliare l’abisso: il viaggio interstellare di Nolan o quello a gravità zero di Cuarón, la visione menomata dalla finestra sul cortile di Hitchcock o quella che si alterna e si sdoppia nelle strade perdute di Lynch. L’ignoto si nasconde dietro le maschere del cinema, è chiuso a chiave nella camera 237 e se decide di mostrarsi lo fa solo attraverso piccoli dettagli, come un’ombra affilata che scivola sulla tenda di una doccia o come il grottesco ticchettio di un’arancia a orologeria.

Lovecraft è stato un maestro dell’ignoto, a cui arrivò a dare un volto: quello di Cthulhu e di tutti i mostri del suo ciclo. La saga di Cthulhu è forse una delle più complesse serie letterarie mai create, colma di artifizi narrativi, di significati nascosti e di terrificanti personaggi. La paura e i misteri evocati dalle parole dello scrittore hanno portato spesso il cinema a ispirarsi alle storie dello scrittore di Providence. Il seme della follia di Carpenter ne è un esempio lampante, ma il medium cinematografico non è l’unico ad avere intrappolato l’essenza lovecraftiana all’interno della propria narrazione. Il videogioco, infatti, ha saputo maneggiarla altrettanto sapientemente: la trama e le atmosfere del primo capitolo di Alone in The Dark, il Kraken dei mostri di Evolve; Bloodborne stesso sembra partorito dalla mente dello scrittore di Providence e anche alcuni boss di Terraria sono ispirati alle creature dell’Occhio e del Cervello di Cthulhu.

In occasione dello Svilupparty 2017 abbiamo incontrato Umberto Parisi e Amedeo Vasaturo, fondatori e membri del team italiano di PsychoDev. Nella cornice della Biblioteca Renzo Renzi i due sviluppatori ci hanno raccontato che cos’è Chronicle of Innsmouth, avventura grafica vecchio stampo figlia della mitologia lovecraftiana. Il gioco infatti si ispira proprio al racconto L’ombra su Innsmouth, a cui aveva attinto anche Shadow of the Comet, avventura grafica della scuderia Infogrames. Ambientato in un oscuro New England agli albori del Novecento, la storia narra di un giovane ragazzo che si ritroverà a indagare sulla spettrale cittadina di Innsmouth.

Chronicle of Innsmouth non ha la potenza grafica dei titoli attuali, ma si rivolge a tutti gli appassionati di retrogaming e a chi pensa che giocare significhi prima di tutto seguire una bella storia”, ci dice Parisi durante l’intervista. “Leggendo il racconto ho sempre pensato potesse diventare una grande avventura grafica, perciò siamo partiti con una storia molto vicina all’originale. Tuttavia non funzionavano né il protagonista né la sua ossessione per Innsmouth”. Così il gioco è cambiato, ci raccontano gli sviluppatori: pur mantenendo i toni cupi e terrificanti dell’originale, sono stati inseriti dialoghi e situazioni che si avvicinano a quell’umorismo à la Ron Gilbert reso celebre negli anni Novanta da Monkey Island.

“In origine il gioco era più difficile, ma pur di raccontare una storia lo abbiamo semplificato, mantenendo comunque una qualità e una logicità degli enigmi che facessero sentire il giocatore gratificato”. Le meccaniche del titolo si sposano perfettamente con le atmosfere lovecraftiane. Gli enigmi vanno di pari passo con i paradossi dell’universo cui sono ispirati; sono rompicapo in grado di gettare un’inquietante ombra sul cuore dei giocatori.

Non solo letteratura nuda e cruda: anche la settima arte ha esercitato il suo ascendente sul titolo. L’immaginario degli sviluppatori è stato alimentato da film come The Call of Cthulhu (2005) e The Whisperer in Darkness (2011). Tuttavia, ad aver influenzato direttamente la versione finale del gioco è stato Dagon La mutazione del male. Il film del 2001 diretto da Stuart Gordon, e ambientato nella fittizia cittadina spagnola di Imboca, è rimasto impresso al team di PsychoDev soprattutto per le eccezionali ambientazioni e per quel particolare verde che richiama alla mente una sensazione di sporco, di palude, di melma. La palette del gioco ne è chiaramente debitrice.

Chronicle of Innsmouth è frutto di un lungo lavoro, durato circa due anni e mezzo, e della passione di due giovani ragazzi per i videogiochi, il cinema e la letteratura. Guarda il trailer.

Articolo a cura di Simone Alvaro Segatori