“Furiosa” speciale II – Il ruggito del grande cinema

In Furiosa è presente tutto Mad Max. È presente l’asprezza di una vita che distrugge affetti e valori per corrompere l’innocenza dei più puri e una reazione che acquista la forma di un rabbioso inseguimento. Ma ancora una volta è presente del grandissimo cinema, tumultuoso quanto l’assalto ad una blindocisterna, ma anche intenso quanto lo sguardo di due amanti che decidono di rischiare la vita per inseguire la libertà. C’è quindi veramente tanto di cui essere grati a George Miller, tanto per cui esaltarsi e gioire, ad occhi spalancati, in silenzio, nel buio di una sala.

“Furiosa” speciale I – Sovvertire le aspettative

Il film alterna all’azione momenti in cui il racconto procede con ritmo più cadenzato, in cui c’è più tempo per raccontare i personaggi, i rapporti tra di loro, con un approccio intimista che non sempre funziona del tutto. Ogni tanto questa alternanza di ritmo sembra penalizzare Furiosa, ne rende la narrazione più dispersiva e meno focalizzata. Ma è chiaro che si tratta di una precisa scelta autoriale che contribuisce a rendere questo film qualcosa di diverso dalla maggior parte dei blockbuster contemporanei.

“Mad Max: Fury Road” – Lettera d’amore al film del decennio

Tornare a parlare di Mad Max: Fury Road di George Miller non è solo un piacere ma è doveroso dopo che il sondaggio condotto all’interno della nostra redazione lo ha incoronato film migliore del decennio 2010-2019, facendo alzare qualche sopracciglio. Correva l’anno 2015, un’annata clamorosa per il cinema mainstream: Inside Out, Star Wars: Il risveglio della Forza, Jurassic World, Avengers: Age of Ultron e Hunger Games: Il canto della rivolta – Parte 2 sono tutti usciti quell’anno. In mezzo a tutto ciò Mad Max: Fury Road arrivò da noi il 14 maggio e non somigliava a niente.