“The Disciple” e l’emozione rigorosa

In The Disciple si tenta di tracciare un vero e proprio commento storico sulla musica classica nazionale. Il film che esplora tre decadi al suono del sistema indostano, la scuola classica settentrionale, e lo fa con uno stile elegante che permette allo spettatore di entrare in sintonia con temi universali. È la magia del cinema: non servono competenze pregresse per scandagliare l’universo evocato da Tamhane perché non c’è niente di prettamente ignoto nel racconto filmico. Ciò che al mondo occidentale resta oscuro viene svelato con attenzione filologica, ma senza uscire dal binario dell’intuizione. Perché The Disciple non è un film “didattico”, ma un racconto che pulsa di sentimenti familiari.