“Minari” e il semplice germoglio del racconto

Non ha slabbri e non ha vertigine, simula compromessi che poi risolve in sintonie, non ha accensioni né contrasti forti oltre la superficie, eppure non sembra possa esistere un cinema più giusto, più corretto e più preciso per entrare in connessione con le urgenze del nostro tempo: Minari era il vero film da Oscar 2021, non perché destinato a vincerlo o perché pensato per poterlo fare, ma perché il più risolto come racconto. In una stagione cinematografica impegnata come non mai a mettere in crisi convinzioni e assiologie, il film di Lee Isaac Chung è qualcosa di meno stratificato e comunque più vicino al miglior cinema possibile, quello della semplicità estrema.