La soggettiva del malato. “The Father” e il rovesciamento della prospettiva

È costruito così The Father di Florian Zeller, come un vero kammerspiel nel quale l’azione, poca e per di più interiore, si svolge in ambienti raccolti, di piccole dimensioni (il salotto, la camera da letto, la cucina) nei quali si accorcia la distanza tra il pubblico e gli attori in modo da poter apprezzare a pieno le piccole sfumature nascoste nei gesti o nelle espressioni dei protagonisti. Nella sublime interpretazione di Anthony Hopkins viene privilegiata l’analisi intimistica del personaggio, a tal punto che tutto il film è costruito su questo paradossale rovesciamento della prospettiva, in direzione soggettiva.