“Camp Miasma” e lo slasher come identità di (un) genere

Questo raffinato e spudoratamente ironico gioco meta-testuale fa i conti anche con il franchise produttivo, quale meccanismo stereotipico che uccide a poco a poco l’opera d’arte, la vampirizza rendendola esangue e rigidamente standardizzata. Il poliamore che professa Schoenbrun riguarda anche l’arte come opera aperta, fluida, non monolitica, in cui vi è pieno diritto di godimento scopico e non è un caso se il killer si chiama Little Death, per traslato in francese petite mort ovvero orgasmo.