Volendo forse arrogarsi il merito di aver fatto conoscere Clint Eastwood al grande pubblico grazie agli spaghetti western di Leone, la distribuzione italiana etichettò l’esordio alla regia dell’attore dotato di due espressioni – con e senza cappello – con un titolo, Brivido nella notte, che ricorda più un horror di Mario Bava. Intuizione non del tutto sbagliata, peccato che in questo modo l’enfasi ricada completamente sull’aspetto thriller del film, tralasciandone un secondo che tuttavia funge da coadiuvante imprescindibile, quello musicale.
Dal punto di vista strettamente linguistico, il titolo Play Misty for Me è interessante perché si fa portatore di almeno due significati non trascurabili per comprendere il rapporto che intercorre tra il film e la musica. Scavandone la superficie, in cui Misty è il brano richiesto da Evelyn (Jessica Walter) alla radio in cui lavora David (Clint Eastwood) tanto da diventare l’assillante leitmotiv di lei, ci rendiamo conto che il film pulsa di musica. Un rapporto personificato attraverso l’infingarda figura di David, disc jokey di professione a Carmel-by-the-sea, e che raggiunge una sorta di culmine ideale nella sequenza girata durante il festival musicale di Monterey in cui alter ego e attore diventano un tutt’uno grazie alle vitali jam session di jazz.
Uno slancio caratterizzato dall’imperfezione di un esordio alla regia, ma in cui è possibile comunque ravvisare la passione di Clint Eastwood per il jazz (nel 1988 diresse Bird e nel 2002 un episodio del documentario Piano Blues) e per la sua amatissima Carmel-by-the-sea, cittadina dell’assolata California. Non è un caso infatti che la canzone del titolo, Misty, sia stata composta dal grande pianista jazz Erroll Garner il quale tenne a Carmel-by-the-sea il celebre Concert by the Sea nel 1955.
Una scelta che riflette un’idea di musica – e di jazz – molto precisa, in netta antitesi con quella della Universal che voleva convincere Eastwood a utilizzare Strangers in the Night. In un’intervista con Stuart Kaminsky Eastwood stesso affermò, “[…] non è un classico, anche se è stata una hit, e poi c’è quel dooby-dooby-do alla fine. Pensavo che semplicemente non avrebbe funzionato”. Tuttavia nella colonna sonora di Brivido nella notte una hit c’è, si tratta di The First Time I Ever See Your Face nella versione di Roberta Flack utilizzata in una sequenza d’amore tra Eastwood e Donna Mills.
In Brivido nella notte la musica accentua il sentire disincantato tipico di Clint Eastwood, che nello stesso anno avrebbe debuttato per la prima volta nei panni dell’ispettore Callaghan e che nel suo primo film da regista si ritaglia un ruolo per certi aspetti molto autoironico. Una delle imperfezioni del film è riscontrabile nel personaggio di Evelyn, oggi troppo piatto e stereotipato… anche per colpa di Attrazione fatale.

Federica Marcucci – Associazione Culturale Leitmovie