Parte 1: I corsari della strada
La retrospettiva Red&Black - La sinistra hollywoodiana e la lista nera rende omaggio a Jules Dassin, regista americano di origini ucraine, con due film meno conosciuti rispetto ai grandi successi dell’autore, ma che assumono nuova rilevanza come allegorie dei soprusi del potere maccartista e del clima di paranoia creato dalle insensate inchieste della Commissione per le Attività Anti-americane (HUAC).
Considerato uno dei più significativi esponenti di quella sensibilità noir che si coniuga con un’indagine sociale di stampo quasi documentaristico e neorealista come avviene in Forza bruta (Brute Force, 1947) e La città nuda (The Naked City, 1948), prodotti dall’indipendente Mark Hellinger, Dassin viene ricordato a Locarno con I corsari della strada (Thieves’ Highway, 1949) e con Colui che deve morire (Celui qui doit mourir, 1957).
Il primo si colloca nel pieno del periodo noir americano del regista tra il successo di La città nuda e I trafficanti della notte (Night and the city, 1950), l’ultimo film americano, anche se girato già in Gran Bretagna, prima dell'esilio che Dassin sceglierà per evitare la convocazione davanti alla HUAC. Il secondo appartiene invece al periodo europeo con la scoperta dell’opera letteraria di Nikos Kazantzakis, grazie a cui il regista prova moduli narrativi altri rispetto alla tradizione poliziesca a cui ancora si rifà Rififi (Du rififi chez les hommes, 1955), primo film girato da Dassin in Francia dopo l’espatrio. La scelta delle due opere evidenzia la volontà di tracciare una continuità tra le due stagioni del regista, tra cui invece la critica ha sempre evidenziato una cesura non colmabile, anche per il rifiuto di Dassin di ritornare stabilmente negli Stati Uniti alla fine del maccartismo.
I corsari della strada è il primo girato da Dassin per Darryl Zanuck alla 20th Century Fox dopo la morte di Mark Hellinger. Nick Garcos (Richard Conte) è un veterano che fa ritorno a casa dopo la seconda guerra mondiale e si ritrova a combattere contro una potente rete di corruzione e illegalità gestita dai boss dei mercati generali di San Francisco che hanno anche provocato l’incidente in cui il padre è rimasto mutilato. Paradossalmente, non è il reduce che ha combattuto per la libertà in terre fasciste a tornare mutilato, ma il padre che era rimasto nella patria della democrazia e della mobilità sociale.
Sceneggiato da A. I. Bezzerides, specialista di film noir con una coscienza critica, I corsari della strada ripropone, nella sua indagine di un preciso milieu sociale urbano, il piglio documentaristico di La città nuda, combinandolo con una maggiore attenzione per il ritmo, la spettacolarità di certe situazioni e l’introduzione del tormento sentimentale del protagonista tra la fidanzata di sempre, Polly Faber, interessata però ad un esistenza benestante più che passionale, e la prostituta italiana Rica (Valentina Cortese).
Il Vangelo americano dell’uomo che si fa da sé, con intraprendenza e duro lavoro, viene qui sovvertito dall’associazione tra capitalismo e criminalità, associazione che ritroviamo in altri film della rassegna, per esempio quelli diretti o sceneggiati da Abraham Polonski come Anima e corpo (Body and Soul, 1947, Robert Rossen) e Le forze del male (Force of Evil, 1948), dove si dice chiaramente che “Money has no moral opinions”.
Ogni sfera della vita umana ha un prezzo in I corsari della strada: dalla natura che diventa cibo al corpo umano. Un prezzo che non è mai equo e che, come nella sequenza più famosa del film, costa, a volte, la stessa vita umana e lo spreco della merce: il partner in affari di Garcos perde il controllo del camion che gli è stato sabotato per evitare di fare arrivare il carico di mele ai mercati generali.
L’immagine che termina il film, con Nick e Rica che si allontanano dalla città, è certamente consolatoria rispetto a tutto il pessimismo del film - lo stesso si potrebbe dire di Anima e corpo - ma, allo stesso tempo, è coerente con il rifiuto radicale di I corsari della strada di stabilire un prezzo per ogni aspetto della vita umana e prospetta quindi una nuova e più autentica esistenza per i due innamorati.