Mentre il cinema Lumière dà il benvenuto a Cecilia Mangini, con un omaggio che prevede sia la proiezione di alcuni dei suoi cortometraggi documentari sia il bel film che le ha dedicato Mariangela Barbanente, dal Fondo Cecilia Mangini e Lino Del Fra (suo compagno di lavoro e di vita), giungono materiali straordinari. A seguire:

Quello che vedete qui sotto è la copertina, creata per stessa mano di Cecilia Mangini, della rassegna stampa di Ignoti alla città, il documentario del 1958 che la regista girò nelle borgate romane, ispirato ai Ragazzi di vita di Pasolini.

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Cecilia racconta dei problemi avuti fin da subito con le autorità, con tanto di processo vero, non solo mediatico: “Il ministro Tambroni si è aggrappato a una scena in cui dei ragazzi rubavano la ciotola di spiccioli di un giornalaio. La denuncia non era contro di me ma contro Pasolini che aveva scritto il testo che accompagnava le immagini!” (da Repubblica, 6 giugno 2012). All’epoca, la Mangini faceva la fotografa e fu Fulvio Lucisano a chiederle di girare un documentario. Scelse Pasolini per raccontare le borgate e cercò il suo numero sull’elenco telefonico, lo trovò e infine lo chiamò, trovando dall’altro capo dell’apparecchio un poeta gentile e disponibile.

Qui invece un assaggio delle note vicende di All’armi siam fascisti, con la collaborazione di Lino Micciché, storico, documentarista e critico la cui memoria è ovviamente cara a noi di Cinefilia Ritrovata. Fu il film ancora oggi più conosciuto, anche per le sue controversie, di Mangini/Del Fra.

all'armi

 

Sempre a Micciché, la Mangini scrive una lettera per commentare, col tono inventivo e polemico di cui non fa difetto nemmeno oggi, i problemi di Antonio Gramsci – I giorni del carcere, vittorioso a Locarno del Gran Premio 1977, diretto da Lino Del Fra ma ideato e scritto con Cecilia. Il film, interpretato da Riccardo Cucciolla, montato da Silvano Agosti, è un esempio perfetto dei problemi che la Mangini ebbe anche con l’ortodossia PCI, come si capisce bene dall’epistola.

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In mezzo, altra polemica persino per un film tratto da Rodari, ovvero La torta in cielo del 1972

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Cinefilia Ritrovata continuerà in futuro a proporre percorsi documentali su questa grande poetessa del nostro cinema.