Per chi è nato in una certa generazione Fantômas rimanda alla mente la trilogia anni sessanta regia di André Hunebelle con Louis de Funès, Jean Marais e Mylène Demongeot. Ma prima c’era stato un altro grande Fantômas, muto ma non per questo meno emozionante. Si tratta di un serial di sei episodi ideati e diretti da Louis Feuillade uno dei grandi maestri del cinema muto francese. Per dare nuova luce alle immagini è stato utilizzato il negativo originale del film su supporto nitrato e due copie positive. L’Èclair, ha scannerizzato le immagini a risoluzione 5K, ridimensionate poi a 2K per il restauro e la distribuzione. Le peripezie dell’imprendibile Fantômas e dei tentativi dell’ispettore Juve di riuscire a catturarlo catturano l’attenzione dello spettatore curioso di scoprire la fine della storia. Feuillade gioca con i personaggi, e si diverte a creare nuove situazioni e travestimenti. Al contrario delle serie mute americane, sempre uguali e fini a se stessi, in Fantômas le location cambiano quasi di continuo così come le circostanze. Niente sembra ripetersi, i protagonisti imparano dai proprio errori. Difficile capire se è una percezione moderna o meno, ma si è portati a sperare nella salvezza del criminale piuttosto che per Juve. Le sue incredibili idee gli forniscono un’area di simpatia e nei finali di puntata la tensione è sempre altissima. Riuscirà il nostro antieroe a salvarsi? Visto il grandissimo successo ottenuto, seguiranno in Fracnia altri serial straordinari come Les Vampires o Judex che presentano le medesime caratteristiche pur esulando dalla banalità. Fantômas ha dato un contributo importante alla storia del cinema, ma ha avuto anche un altro grandissimo pregio. È riuscito a mantenere la sua forza per più di cento anni. Un capolavoro da vedere e riscoprire.

 

Yann Esvan