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“Lo straniero” o l’indifferente

Ozon trova in Benjamin Voisin – con il labbro pronunciato dell’antieroe della Nouvelle Vague Jen-Paul Belmondo, lo stoicismo del Delon dei polar di Melville e il broncio puerile, come la sua controparte hollywoodiana Jacob Elordi – il corpo attoriale ideale per incarnare il vuoto; un profeta del nichilismo, un anticristo che preannuncia l’eclisse dei sentimenti nella società occidentale. Un inetto sveviano, volto annoiato, corpo assente, maschera di pietra, verità nuda che rispecchia alla società la sua stessa ipocrisia e il volto bifronte, colonialista e suprematista dell’Occidente.