Sin dalla prima inquadratura di un minatore accovacciato, assorbito dal buio e dall’umidità, si potrebbe già intuire che Viet and Nam sia un film di fantasmi. Il regista e sceneggiatore Minh Quy Truong ambienta nel 2001 una storia fatta di amori negati, di lutti e traumi, forse per cogliere un momento della recente storia del Vietnam in cui l’omosessualità era ancora pesantemente stigmatizzata.

I protagonisti, appunto Viet e Nam, sono minatori che possono consumare il loro rapporto solo a centinaia di metri sottoterra, protetti dai neri cumuli di carbone durante le pause dal lavoro. La loro relazione non evolve né si scontra con  l’esterno, rimane semplicemente nascosta.

Anche l’anziana madre di uno di loro ha a che fare con i fantasmi e si lascia guidare dalle flebili speranze di sogni profetici, reduci di guerra e indagatori dell’occulto per ritrovare almeno il corpo di  suo marito, mai ritrovato dopo l’invasione statunitense. L’ultimo fantasma è il futuro dei giovani amanti: il pericoloso tentativo di emigrare illegalmente alla ricerca di qualcosa di migliore, neppure loro saprebbero dire cosa.

Un passato che non passa, un presente non vissuto e un futuro incerto si compenetrano, lasciando l’impressione di un unico tempo ristagnante dove nulla cambia all’infuori del taglio dell’inquadratura. La narrazione è distesa e contemplativa, confonde il giorno con la notte e il sonno con la veglia, rinuncia al pathos.

Viet and Nam non è un’opera di denuncia, al massimo vi si può trovare l’eco della tragedia del 2019, in cui i cadaveri di 39 migranti vietnamiti sono stati ritrovati nel Regno Unito, portando alla condanna di un manipolo di trafficanti di esseri umani.

Tolto questo riferimento alla cronaca, il sepolto non emerge mai e anzi, sarebbe azzardato perfino sostenere che venga scavato. Lungi dall’essere un esercizio di superficialità, la volontà di far cogliere alla macchina da presa solamente la cruda esteriorità è una scelta per valorizzare il non detto, rappresentare il non rappresentato, cogliere induttivamente i fantasmi che scorrono sottopelle, sottoterra e sott’acqua.