Alessandro Criscitiello
Speciale “Her Private Hell” – L’inferno privato di Refn
Refn oggi ci chiede di chiuderci in una sontuosa prigione dell’io. La sua. È come se il regista sigillasse un patto di fiducia ancora più radicale (religioso) col proprio pubblico: stare con lui, fino alla fine, in questa estenuante ricerca della carne che procede verso un’astrazione che si auspicherebbe anche più estrema. Consapevole, certo, perché dubitarne? Ma ridondante, alienata più che alienante. Un prezzo che forse possono pagare solo i fan.
“Coyote vs. Acme” o come sovvertire le regole stando al gioco
Coyote vs. Acme è prima di tutto un film su Wile E. Coyote. “Bisogna immaginare Sisifo felice”, dice Camus, ma qui, smettendo (almeno per un po’) di far rotolare il proprio macigno, il Nostro sposta il riflettore sulle sue umiliazioni. Non quelle inflitte da Beep Beep, inarrivabile ragione di vita, ma dal capitalismo. E se la lotta per acciuffare la preda basta ancora a riempire il suo cuore, il Coyote si fa simbolo di un’ingiustizia più grande, di una tragedia umana e profonda. Anche suo malgrado.