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“Il cameraman” di Buster Keaton al Cinema Ritrovato 2019
È un movimento fluido, ma al contempo, per quello che il nostro occhio percepisce, è anche estremamente vivace tale è la costruzione dello spazio all’interno dell’inquadratura e la dinamicità fisica dell’attore. Vista sul grande schermo di Piazza Maggiore anche la sequenza dello spogliatoio è diversa, più libera e meno angusta per lo spettatore, ma esattamente il contrario per Keaton che, mentre tenta di cambiarsi, viene schiacciato contro le pareti della cabina, e dello schermo, fino a quando vediamo emergere un’esile mano che vuole chiedere aiuto. Keaton ha infatti raggiunto, per il suo personaggio, l’apice dell’estraneità dal mondo di cui si fa beffe sia a livello cinematografico – quando il suo personaggio mostra alcuni filmati, girati in maniera sbagliata, creati attraverso sovrimpressioni questo effetto subito porta la memoria all’avanguardia sovietica e al loro sperimentalismo – sia a livello di racconto.