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24 Agosto 2020, Lucia Tedesco
“Monos” e l’adolescenza violenta
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Prime Visioni
Monos è un racconto corale, un’elegia adolescenziale nel suo stato più bestiale, intrappolata in una logica di violenza. Come gruppo è capace di una violenza ricorrente, con un codice di condotta draconiano, crudele e sadico; l’incontro e lo scontro tra i corpi è persistente, al centro di Monos c’è la carne, adoperata come corpo contundente, come parte dell’indottrinamento, di un senso di appartenenza. La carne è parte di un rituale, primitivo, ancestrale, che li lega inesorabilmente l’uno all’altro, come un nodo stretto da un patto di sangue; è parte della loro sessualità che sfugge dalle gerarchie perché è dissoluta, aperta, libera. Monos è un racconto sensoriale, una favola apocalittica che seduce, ipnotizza e inquieta.