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“Eden” e il limite della sopravvivenza
Questa vicenda storica, imbevuta di mistero, omicidio e di limiti per la sopravvivenza umana compone un corpus di tematiche convulse che Howard restituisce attraverso una regia razionale ed equilibrata, un montaggio che segue zelante la catabasi del mito del buon selvaggio e immortala il ritratto dell’umanità più nichilista e primitiva, ove l’uomo produce il male come le api producono il miele.
“Elegia americana” e il patriottismo incongruente
Elegia americana, a dispetto del titolo che richiede un’identificazione collettiva e un allargamento di prospettiva, è più interessato alla sua copertura di superficie, sembra stato pensato per dire la sua più agli Oscar che non sulla crisi sociale e politica dell’America di oggi. Ad un cinema che vuole essere a modo suo patriottico di certo non si chiedono la crudeltà spietata di Un gelido inverno o la dissacrazione implacabile di Tre manifesti a Ebbing, Missouri, due fra i più feroci resoconti dell’ignoranza e della brutalità made in USA, ma nemmeno che il racconto del contesto diventi un momento sussidiario o che il riscatto del protagonista da insignificante solitudine a prodigio di Yale anestetizzi le sue possibilità di diventare prototipo.