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25 Giugno 2026, Ivan Orlandi
“Mudar de Vida”, corpo presente e voce passata
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Festival
Sarebbe ingiusto definire il film come declinato all’imperfetto. Se la voce si rivolge sempre al passato, questi corpi che aprono bocca sono totalmente immersi nel presente, sfiancati dal lavoro che si presenta come unica ragione d’essere. È nello sforzo fisico che questo corpo sfruttato, spossato, spezzato nell’animo e nel fisico (Adelino ha la schiena a pezzi dopo l’Africa), si rende presente, vivo. Volti senza occhi, cui non sopperisce neppure lo sguardo autoriale, come accadeva nel primo Visconti, a immaginare un riscatto materiale a questa fatica.