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30 Giugno 2026, Pietro Ammaturo
Specchiarsi nel mito (di sé stessi): “Toy Story 5” e il sentire nostalgico.
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Prime Visioni
Il film rappresenta una riflessione quindi non sulla demonizzazione dei dispostivi (il che sarebbe stato tra l’altro paradossale, da uno studio che ha fatto del digitale e dell’interazione con esso la propria fortuna) né sull’obsolescenza programmata, ma sulla necessaria (e forse troppo bonaria) cooperazione con il passato, così come succedeva nel primo episodio (con il quale questo ultimo ha parecchi debiti, narrativi e visivi) dove un nuovo giocattolo tentava di rimpiazzare il vecchio.