“Sto cercando il cinematografo, ultima meraviglia del mondo civilizzato” dichiarava nell’annus domini 1897 il misterioso Conte Vlad di Gary Oldman alla bellissima Mina di Winona Ryder nel Dracula coppoliano. Non sapeva quel Conte che aveva “attraversato gli oceani del tempo” quanto il suo amore per l’appena nata settima arte sarebbe stato da questa corrisposto nel secolo e più a venire, tanto da cucirgli addosso un intero genere tuttora in ottima salute.
Film sul cinema e sull’amore vampiresco per il cinema e la sala cinematografica, preciso spazio, questo, dove Coppola fece invero ri-nascere il sentimento fra il Conte e la ritrovata Mina, Bram Stoker’s Dracula trova un posto di rilievo nel palpitante compendio di Arnaud Desplechin Filmlovers!.
Titolato in originale Spectateurs!, a designare il passaggio obbligato che precede l’affatto obbligatoria cinefilia, e intriso del medesimo gesto artistico che animò nei primi anni novanta il collega statunitense, Filmlovers! è una confessione in parole, musica e immagini di uno spettatore speciale al suo mezzo espressivo d’elezione.
Fra le mille domande che si susseguono nell’opera ne spiccano un paio che ci è utile fare nostre. “Quante volte rivedi un film?” viene chiesto a un gruppo di odierni spettatori invitati a descrivere la loro esperienza da spettatori: nella personale risposta alfanumerica di ognuno il metro con cui il pubblico in sala, mai tanto simmetrico a quello sullo schermo, ha la possibilità di misurarsi. Ma è quanto chiede anche il giovane Paul Dédalus-Desplechin alle amiche con cui sta entrando al cinema per informarle poi della sua regola del tre: “la prima per scoprire, la seconda per ammirare e la terza per imparare”.
Ecco, quante volte andrebbe visto Filmlovers! per parlarne con cognizione? Siamo con Paul: almeno tre, e di sicuro quelle tre. Forti dell’unica visione per ora esperita, lo definiremmo film, documentario, saggio, memoir e lettera aperta al cinema, alla sua storia, teoria e capacità suggestiva, ai maestri e non ultimo alle dive.
Come nei Fabelmans o in Bastardi senza gloria, Roma, The Dreamers, Babylon e nel già citato Dracula, l’unico fra questi apertamente chiamato in causa da Desplechin, Filmlovers! ci dice nel tempo sospeso e magico che prende vita ogni volta che da spettatori vediamo i personaggi del film a loro volta dentro una sala a consumare cinema, cosa accade all’interno di quel luogo, come e perché.
Curioso che il film, in concorso a Cannes 2024 quando la Palma d’oro andò ad Anora, punti con il montaggio di una incessante sovrapposizione di diversi piani e livelli di racconto proprio a ciò cui il macina-Oscar Sean Baker ha accoratamente fatto appello nel ritirare il premio alla regia: la crucialità dell’esperienza, solitaria o affollata, in sala.
Di cos’altro Desplechin infarcisce Filmlovers! per celebrare l’amore per il grande schermo? Capitoletti alla Godard su cui organizzare il racconto; uno di questi, senza musica, dedicato alle nove ore di Shoah di Lanzmann, in cui il regista compare nelle vesti di se stesso; la sua prima volta al cinema da bambino, con la nonna e la sorella, il cineclub a Roubaix in cui, ancora adolescente, fa atto di precoce onestà intellettuale parlando di Ombre di Cassavetes come di “un film molto importante che non ho visto”; la vertigine del cinema americano e dei suoi paesaggi; l’alter ego Mathieu Amalric, narratore di Filmlovers!, non più e non solo personaggio della filmografia di Desplechin, ma anche se stesso; i bagni dei cinema e le cabine di proiezione; L’età dell’innocenza, Bergman e una quantità di punti di sospensione per l’infinito elenco a seguire.
Si scriveva sopra di due domande da fare nostre per orientarsi in Filmlovers!. Se la prima, “quante volte rivedi i film?”, è posta una volta a una manciata di spettatori, la seconda costella il film in ognuno dei suoi sentieri, che da quell’enigma partono e a esso tornano, ed è: “cosa accade alla realtà quando è proiettata sullo schermo?”.
L’autore si alza, guarda Parigi dalla vetrata del suo appartamento e, manco a dirlo, scattano i titoli di coda. Da scoprire, ammirare e imparare.