Fuoco cammina con me è lo straziante canto del cigno di Laura Palmer. Un canto fatto di note stridenti e disarticolate, privo di ogni grazia, ridotto all'orrore puro, e per questo irricevibile. Film ripudiato da critica e fan ai tempi della sua uscita, il prequel cinematografico di Twin Peaks si libera dalle costrizioni del tubo catodico per svelare la violenza nascosta nelle immagini, negli espedienti un po' mélo, nei tempi televisivi che richiedono storie lineari, risposte precise, moventi e colpevoli già pronti da servire al pubblico.

Se in Twin Peaks Laura Palmer si limita a "infestare la narrazione" con la sua morte, in Fuoco cammina con me Laura è ancora viva e sulla via dell'autodistruzione, immortalata nella profondità del suo dolore: è la storia del suo trauma, dell'abuso subito, del mostro che si insinua nella sua stanza, nel suo letto, nelle pagine del suo diario, nella sua testa.

È il racconto senza filtri di un dolore perpetuo che si tramanda di padre in figlia, di famiglia in famiglia e si propaga a macchia d'olio per tutta la comunità: dietro la morte incomprensibile di un'adolescente si svela un puzzle macabro fatto di rimossi, segreti inconfessabili, ipocrisie di paese e lacrime posticce. In sostanza, è il resoconto crudo di una morte annunciata, dove gli spiriti, le creature e i fantasmi fatti di sogni e allucinazioni si rivelano per quello che sono: emanazioni spirituali di un male tangibile, camuffamenti orrorifici di una realtà ancora più oscena e terribile.

Il mondo onirico e la sua popolazione di mostri, spiriti e demoni si ancora definitivamente con il reale: le visioni e gli incubi rivelano il loro atroce legame con il presente, contaminando i corpi, i luoghi, i ricordi e le speranze. E da questo flusso incontrollato e imbizzarrito di violenza non c'è un attimo di pausa, non c'è un angolo sicuro in cui rifugiarsi: l'orrore si insinua in ogni crepa, pervade l'intera narrazione, assume il controllo di ogni prospettiva.

Nella Twin Peaks di Fuoco cammina con me ogni luogo familiare si deforma e rivela le sue zone di oscurità: il diner accogliente con le sue fette di torta di ciliegia e le tazze giganti di caffè bollente svaniscono, l'apparenza della piccola comunità idilliaca e della serena esistenza di paese che tanto affascinavano l'agente Cooper si dissolve definitivamente in un macabro carnevale di volti meschini, di violenza e di dissoluzione.

Lo spettatore non conosce pace durante la visione di Fuoco cammina con me, proprio come non conosceva pace Laura Palmer, costantemente tenuta stretta nella morsa letale di un ciclo di violenza e di abusi all'apparenza ineluttabile. Ma Laura, immersa nel dolore, crede ancora di poter sfuggire dalle fauci del serpente: per tutto il film la osserviamo mentre prega e spera, alla ricerca di una purezza che le è stata strappata via.

Fuoco cammina con me è uno degli esempi più trasparenti, e proprio per questo più disturbanti, della concezione del Male secondo Lynch come un campo di forze in potenza che pervadono ogni cosa, che si nascondono nelle cose più ordinarie, sotto i divani dei salotti familiari, nel rumore bianco di un televisore.

David Foster Wallace fa un'analisi lucida e spietata di questa perfetta e inquietante coesistenza tra luce e oscurità, tra innocenza e perversione insita nel personaggio di Laura Palmer, e dei motivi alla base del sentimento di rifiuto che questo tentativo di restituire la complessità di una figura ormai elevata a simbolo suscitò nel pubblico: "E poi Fuoco cammina con me [...] si rese colpevole di un reato ancora peggiore. Cercò di trasformare Laura Palmer da oggetto drammatico a soggetto drammatico. In quanto persona morta, Laura nella serie televisiva era esistita soltanto virtualmente, nei racconti altrui, ed era abbastanza facile concepirla come una costruzione schizofrenica in bianco e nero – Buona di Giorno, Cattiva di Notte, ecc.

Wallace spiega che il film, invece, "cerca di presentare questo sistema polivalente di personaggi oggettivati – liceale in gonnellina a pieghe / puttana da bettola con le tette all’aria / tormentata candidata all’esorcismo / figlia molestata – come un insieme coerente e vitale: queste diverse identità, il film cercava di sostenere, erano tutte la stessa persona. In Fuoco cammina con me, Laura non era più 'un enigma' o 'la parola d’ordine per avere accesso a un sancta sanctorum di orrore'. Ora incarnava, sotto i nostri occhi, tutti gli Oscuri Segreti che nella serie tv erano stati oggetto di sguardi eloquenti e squisiti sussurri." (David Foster Wallace, "“David Lynch non perde la testa”, in Tennis, tv, trigonometria, tornado (e altre cose divertenti che non farò mai più), Minimum Fax, 1997).