Nella sua lezione di cinema, il regista di La zona d'interesse ha affrontato diversi aspetti della sua autorialità e del suo non sentirsi limitato da un’etichetta. Questa non limitazione si contrappone a quella che Glazer cerca nel suo processo creativo. Il regista inglese parte sempre dalla costruzione di un dettaglio, un’immagine o una singola sequenza, e attraverso il frammento crea la sua storia e il suo mondo. Glazer ha raccontato in particolare il lavoro fatto con la villa della famiglia Hoss in La zona d'interesse, in cui la circoscrizione tecnica e geografica dell’ambiente è stato il punto di partenza per realizzare il film.
Il rifiuto da parte di una scuola di cinema lo ha spinto a iniziare un percorso accademico in ambito teatrale. Da sempre affascinato dai fumetti, che per il regista possono essere associati a una forma di storyboard, e dai burattini in quanto estremamente controllabili durante una performance, Glazer è arrivato al cinema apprezzandone le potenzialità come mezzo e l’organizzazione della messa in scena è stato uno dei fattori che lo hanno spinto ad avvicinarsi alla settima arte.
La sua produzione cinematografica è composta da soli quattro film realizzati in venticinque anni, un magro bottino sintomo di una costante ricerca di un vero stimolo cinematografico, di una spinta che lo convinca del progetto. Glazer ha rivelato che nel suo percorso artistico tutto influenza il lavoro cinematografico, dai disegni ai suoni; il regista crea i suoi progetti in un flusso; la realizzazione di un film non avviene soltanto quando si apre il set e viene dato il primo ciak, ma è parte di un processo costante.
Al termine della conversazione è stato esaminato uno degli aspetti che hanno reso il suo cinema difficilmente replicabile: il suono, che nei suoi film non soltanto dev’essere ascoltato, ma necessariamente 'visto'. Il lavoro di Glazer prevede sonoristi che catturano suoni reali, appartenenti alla vita di tutti giorni e al mondo urbano, successivamente è previsto un filtraggio e una categorizzazione dei suoni che vengono lavorati da dei sound designer e in seguito utilizzati da Glazer associati alle immagini. Un processo, questo, che è valso un premio Oscar al miglior sonoro per La zona d'interesse.