Da sempre propenso a raccontare una realtà invisibile ai più, le vite ai margini urbani e sociali americani, Charles Burnett (Killer of Sheep, When It Rains, Dormire con rabbia, Il distintivo di vetro) con The Annihilation of Fish prosegue il suo discorso, pur se con toni e stili decisamente diversi. Lo sguardo antropologico e fortemente etico del Maestro del movimento black L.A. Rebellion attenua qui la carica di denuncia dei film precedenti per un’opera più intima e di forte sensibilità nel trattare i temi cari da un’altra angolazione.

Obadiah “Fish” Johnson e Flower “Poinsettia” Cummings sono due emarginati in età avanzata, lui dimesso da un istituto psichiatrico pur se ancora ossessionato dal nemico immaginario Hank contro cui porta avanti una lunga e solitaria battaglia, lei convinta di essere la futura sposa di Giacomo Puccini, di cui ossessivamente ripete le arie di Madame Butterfly.

Il loro incontro nella pensione in cui sono ospiti permetterà di affrontare i propri fantasmi, trovando nell’amore un’occasione di redenzione e rinascita: una “storia di due persone sole e nettamente diverse che trovano amore nel mondo pazzo pur continuando a mantenere la loro bizzarra visione della vita” (Burnett).

La delicatezza con cui l’autore affronta i temi della solitudine, della vecchiaia, della malattia e dei sentimenti spiazza lo spettatore con un racconto la cui positiva ingenuità è tutt’altro che stucchevole, facendone invece il tratto peculiare dei due protagonisti, anime fragili e ferite da passati oscuri che cercano un appiglio per ridare senso alla propria esistenza.

Fish e Poinsettia sono i dimenticati di oggi, cui l’America volta la faccia (come il direttore dell’istituto che abbandona Fish con ancora una situazione irrisolta) o se ne approfitta (l’agenzia matrimoniale che vorrebbe far sposare Poisonettia col suo amante immaginario). Figure sconfitte che travalicano le grandi questioni sociali nazionali, dando voce alla loro umanità che, superati pregiudizi e ritrosie, possono finalmente incontrarsi facendo proprio il problema dell’altro, senza la certezza di poterlo risolvere ma con l’impegno e la dedizione di condividerne il peso.

Dalla prima proiezione del 1999 al Toronto International Film Festival, a seguito di una sonora stroncatura su VarietyThe Annihilation of Fish – tratto da un racconto di Anthony C. Winkler – non è mai stato distribuito né in sala, né in home-video o streaming. Il regista stesso dal 2003, assieme al distributore di altre sue opere Milestone Films, cerca i fondi necessari per recuperarne i diritti, restaurarlo, riuscendo a farlo finalmente circolare solo a inizio 2024.

Un film da scoprire, che conferma quanto affermato dalla cineasta Ava DuVernay consegnando a Burnett l’Oscar alla carriera nel 2017: “un gigante, una leggenda, un’icona, un vero artista... uno dei registi americani più significativi nella storia del cinema di qualsiasi colore”.