Lapo Gresleri
“Hedda” fragile antieroina
Spostando la vicenda nell’Inghilterra di metà Novecento, l’inquieta e insoddisfatta signora di Ibsen, disposta a tutto per la scalata sociale sua e del marito – aspirante docente universitario sposato per interesse più che per amore – che finisce per suicidarsi “piuttosto che essere mediocre”, per la regista la trasgressiva e disinvolta antieroina diventa una sorta di uccello in gabbia. Unica nera in un contesto bianco e tendenzialmente maschile, Hedda è imbrigliata nei ruoli subalterni di donna, moglie e afro-discendete imposti dalle ferree norme dell’alta borghesia coeva.
“Highest 2 Lowest” per un ascolto reciproco
A quasi vent’anni da Inside Man, la quinta collaborazione tra il regista e Denzel Washington pare stonare rispetto al corpus recente dell’opera leeana. Dimentichiamo le stratificate strutture narrative o i toni provocatori e apertamente critici verso l’America trumpiana di BlackKklansman o Da 5 Bloods: qui la reinterpretazione di Anatomia di un rapimento di Akira Kurosawa appare come un divertissement d’autore, una deviazione dalla poetica più impegnata del cineasta che non perde però l’occasione di riflettere su temi a lui cari.