Luigi Ligato
“Resurrection” speciale II – Post fata resurgo
Resurrection è un fiume che scorre impetuoso come i versi di una poesia indimenticabile. E se è vero che ogni evento, o incontro lascia alla fine sempre qualcosa che modifica il filtro con cui si guardano il mondo e le vite degli altri, certo è anche che non serva capire l’intero immaginifico viaggio compiuto insieme alle immagini subito. A volte, basta raccogliere, custodire, e permettere che il senso di tutto arrivi dopo. Questo è uno di quei casi. Fatevi un favore, permettetevi di abbandonarvici. Sarà gratificante.
“Come See Me in the Good Light” limpida e sincera testimonianza
Già segnalatosi al Sundance Film Festival 2025, Come See Me in the Good Light non è il resoconto di un incubo. Poiché, senza distogliere lo sguardo dall’inevitabilità del suo amaro epilogo – la notizia della diffusione delle metastasi dal bacino all’addome – il film di Ryan White, accompagnato dallo splendido amore che Gibson e Falley seppero dichiararsi negli anni concessigli dal destino, conserva un pregio solitamente estraneo agli stilemi del cancer movie.