The Wife of Seisaku è tra le punte di diamante della prolungata e prolifica collaborazione fra il regista Yasuzo Masumara e l’attrice Ayako Wakao. Il soggetto è tratto dal romanzo omonimo, già trasposto per lo schermo in un perduto film muto, mentre tra gli sceneggiatori spicca il prestigioso nome di Kaneto Shindo.
The Wife of Seisaku ci trasporta nel Giappone rurale di inizio Novecento, all’alba della guerra contro l’impero russo. La protagonista assoluta è Okane, una giovane donna indigente e sfortunata, che ritorna al suo villaggio natio benché disprezzata dalla comunità locale. Anche Seisaku, il beniamino del villaggio, ritorna dal servizio militare e tra i due scoppia un’ostracizzata passione.
L’ambientazione e lo sviluppo della trama ricordano da vicino il film di due anni prima Legend of a Duel to Death di Keisuke Kinoshita. La pellicola di Masumara si discosta da quest’ultima attribuendo un’importanza capitale alla ristretta mentalità della comunità. Non viene raccontato il solito conflitto fra amore e morale convenzionale, quanto piuttosto il tradimento dei valori patriottici su cui si fonda l’onore stesso dell’individuo, tanto più esasperato dalla chiamata alle armi. La storia è infatti ambientata sul finire dell’era Meiji, un’epoca di fomentato ultranazionalismo culturalmente non dissimile dal primo ventennio dell’era Showa, che comprende la Seconda Guerra mondiale.
Seisaku è un vigoroso combattente, un lavoratore instancabile e un motivatore, mentre Okane è un’appartata nullafacente resa egoista dalle sofferenze passate. Agli occhi della comunità l’influenza della donna corrompe dunque l’esemplare rettitudine di Seisaku proprio nel momento in cui la nazione necessita di più giovani come lui. La pressione esercitata sulla coppia illegittima è tangibile e soffocante, complici inquadrature profonde e ricche di dettagli che riempono il fotogramma.
La propaganda bellica viene chiaramente sbeffeggiata dai soldati di ritorno dal fronte, ma questo non impedisce la proliferazione dell’isteria nazionalista, costringendo gli amanti a scelte drastiche. Come in molti “film al femminile” dell’epoca, è curiosamente il personaggio maschile che evolve, il reale perno dell’intreccio. In The Wife of Seisaku però questo arco di trasformazione dipende dalla privazione, dall’inversione delle prerogative di genere. Seisaku trova infatti appagamento nella simbolica perdita dei suoi attributi virili.
Una scelta di scrittura peculiare, in controtendenza rispetto alla classica eroina tragica che sacrifica sé stessa per l’amato, che va impreziosire ulteriormente un’opera già brillante e toccante.