Roberta Rossella Bellia
“Dom” nel silenzio della patria
Dom, che dà il titolo al film, fa riferimento a Dom Bjelave, l’orfanotrofio che l’ha accolta prima di arrivare in Italia, ma significa anche “casa” in molte lingue slave, evidenziando il senso di appartenenza che ricerca Mirela. La protagonista si ritrova a camminare per le strade di Sarajevo come se non se ne fosse mai davvero andata, seguendo un percorso a ritroso nel passato, a partire dai ricordi che la legano all’istituto. Il suo viaggio intimo e personale si trasforma nel tentativo di ritrovare la sua identità originaria perduta.
“La clessidra” speciale I – L’opera senza tempo
La clessidra espone l’ossessione surrealista per il tempo attraverso il contrasto tra la dinamicità delle carrellate e la staticità dei personaggi, ritratti come statue nel tempio della loro decadenza. Spesso la cinepresa si sofferma sull’ambiente, relegando il protagonista sullo sfondo poiché seguirne costantemente i passi, dipendendo dalle sue azioni, significherebbe privilegiare una sola linea narrativa, condizionando anche il tempo stesso del film.