Secondo il Women Film Pioneers Project (WFPP), un progetto della Columbia University che promuove la ricerca sulle donne che parteciparono alla nascita del cinema, Alice Guy dal 1896 al 1906 fu una delle prime al mondo che ebbe la capacità di affermarsi come regista e produttrice.
Come evidenziato da Monica Dall’Asta nella prefazione alle Memorie di una pioniera del cinema, la pubblicazione nel 1976 dell’autobiografia di Alice Guy costituisce la data di nascita della storiografia cinematografica declinata al femminile, un’operazione deflagrante di riscrittura dei primi trent’anni della storia del cinema in grado di sfondare il muro di rimozioni che ha silenziato per anni il contributo delle donne alla nascita della settima arte.
Alice Guy aveva iniziato come semplice segretaria di Léon Gaumont e dopo aver girato nel 1896 (probabilmente) il primo film a soggetto della storia del cinema avviò una produzione ricchissima e avventurosa in cui diresse, produsse o supervisionò quasi seicento film muti di durata compresa tra uno e trenta minuti, la maggior parte dei quali a bobina singola. Inoltre, girò più di centocinquanta film sonori per il Gaumont Chronophone, un sistema brevettato nel 1901 che permetteva di sincronizzare la macchina da presa a un fonografo.
Il Cinema Ritrovato 2025 ha celebrato questa pioniera con una selezione di film tra cui La Esmeralda (1906), primo adattamento cinematografico di Notre-Dame de Paris di Victor Hugo, un eccezionale ritrovamento del 2024 girato su pellicola 35mm splendidamente colorata, oltre a una serie di film realizzati in Spagna.
La Esmeralda, che narra la storia del gobbo Quasimodo e della bellissima danzatrice zingara vittima dei soprusi dell’arcidiacono Frollo, con i suoi 290 metri di lunghezza fu una produzione molto ambiziosa per quei tempi e fu il primo film girato dalla regista nei nuovi studi parigini delle Buttes Chaumonts realizzati da Leon Gaumont nel 1905 in sostituzione degli impianti di fortuna ubicati a Belleville, fino ad allora utilizzati per le riprese.
Alice Guy creò e alimentò un clima di eccitazione e puro piacere estetico che si percepisce in questo e in tanti film Gaumont, compresi quelli realizzati dopo la sua partenza dagli studi parigini, conferendo a molti di essi una nuance moderna grazie alla sua preferenza per le ambientazioni reali e la recitazione naturale degli attori e delle attrici.
Il viaggio in Spagna di Alice Guy con il suo direttore della fotografia Anatole Thiberville ebbe luogo dalla metà di ottobre alla fine di novembre 1905. Insieme realizzarono numerosi film, vedute di Madrid, Siviglia, Cordoba, Granada, oltre a “danze gitane” e phono-scènes.
In Voyage en Espagne (1905) alcune di queste vedute spagnole conservate negli archivi Gaumont Pathé sono state assemblate in un cortometraggio della durata di 10 minuti, mentre Tango (1905) è un film di 3 minuti girato a Siviglia, colorato a mano, che riprende le danze di un gruppo di ballerini di flamenco all’interno della Casa de Pilates, un magnifico edificio in stile gotico e moresco che fa da sfondo alla performance.
Se è ormai pacificamente dimostrato che i primi trent’anni della storia del cinema sono stati attraversati dall’iniziativa femminile in maniera massiva, il lavoro di riscoperta e celebrazione continua di una delle sue pioniere è un atto necessario a comprendere l’enorme portata di quel tentativo di imporre uno sguardo, una progettualità, un’iniziativa autonoma da parte delle donne che parteciparono attivamente a quell’impresa meravigliosa.