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“In the Hand of Dante” o come perdersi tra passato e presente
In un certo senso, In the Hand of Dante ricorda Megalopolis di Francis Ford Coppola: un film dalla storia travagliata, in cantiere per più di quindici anni, che ha richiesto un enorme sforzo produttivo e per cui il regista si è rifiutato di scendere a compromessi. Il risultato di un travaglio tanto lungo è però un prodotto confuso, che cerca di bilanciare due storie senza riuscirci e restituendo anzi personaggi piatti, dalla storia abbozzata e dalla caratterizzazione stereotipica.
“In the Hand of Dante” o come perdersi tra passato e presente
In un certo senso, In the Hand of Dante ricorda Megalopolis di Francis Ford Coppola: un film dalla storia travagliata, in cantiere per più di quindici anni, che ha richiesto un enorme sforzo produttivo e per cui il regista si è rifiutato di scendere a compromessi. Il risultato di un travaglio tanto lungo è però un prodotto confuso, che cerca di bilanciare due storie senza riuscirci e restituendo anzi personaggi piatti, dalla storia abbozzata e dalla caratterizzazione stereotipica.
“Van Gogh – Sulla soglia dell’eternità” ovvero come dipingere la luce del sole
L’interpretazione di Dafoe è magistrale in ogni scena del film ed è grazie al suo talento che viene candidato al Golden Globe come migliore attore in un film drammatico. Dafoe è un attore caratterizzato da un viso spigoloso e duro, ma riesce a esprimere innocenza e stupore con il solo sguardo, regalandoci un’immagine di Van Gogh fragile ed estremamente sensibile. Un’immagine di un artista alla ricerca della luce del sole e dell’eternità, con lo scopo di “trasmettere alle persone la sensazione di sentirsi vive”. Sensazione che tutt’oggi possiamo provare guardando le pennellate decise e cariche di pittura dei suoi quadri. E semplicemente contemplando Notte stellata o I Girasoli riusciamo a comprendere come Van Gogh, grazie alla sua arte, abbia varcato la soglia dell’eternità.