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“9 Doigts” e la cinefilia genuina di Ossang
Un uomo scappa da qualcuno o da qualcosa, corre sui binari di una stazione ferroviaria, raggiunge una spiaggia e qui un altro uomo, morente, gli consegna un’ingente somma di denaro. L’incipit di 9 doigts parrebbe l’inizio di qualcosa di molto simile ad una produzione thriller banalmente mainstream. Ma dopo qualche minuto entra in gioco la regia di F. J. Ossang che ribalta la prospettiva delle cose. Bisogna dirlo fin da subito: il regista, poeta e artista francese è audace, e non poco. In un connubio tra distopia, atmosfere vintage e un po’ di steampunk, è inevitabile rimanere sedotti dal cinema del regista, poeta e artista francese: incessanti sono gli omaggi all’espressionismo, al noir e al cinema muto, inquadratura dopo inquadratura, transizione dopo transizione.