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“La scelta di Anne” di cui c’era bisogno

L’Événement è capace di dare tale consistenza materica (nelle espressioni di dolore o di straniamento della protagonista, nel pedinamento ossessivo della protagonista che si traduce in un estremo senso di solitudine) al conflitto interiore di chi desidera una cosa per sé e deve combattere anche contro la legge vigente per ottenerla, che può suscitare reazioni di rabbia o rigetto nello spettatore. Il cui sguardo si muove, nella dinamica uterina del film, nella stessa direzione di un potenziale occhio embrionale, costantemente minacciato da un’espulsione che, seppur volontaria, resta eternamente dolorosa e oscena.

Il Leone d’oro del corpo politico. “La scelta di Anne” e la materialità dell’umano

Le inquadrature strette, sul corpo, sui corpi, all’inizio del film, mentre le ragazze fantasticano di seduzione e sesso; la piana rilassatezza delle riprese del pranzo in famiglia; la quieta dolcezza di quell’abbraccio alla madre; le riprese nervose, in movimento, alla ricerca di una “giusta distanza” dalla protagonista durante i tentativi di aborto; le soggettive appannate, cariche di inquietudine e di speranza, del ricovero in ospedale: Diwan segue ed esprime gli stati d’animo della sua eroina, quasi a darle metaforicamente un sostegno morale.