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13 Dicembre 2021, Simone Soranna
“La vetta degli dei” e l’animazione sensoriale tra i ghiacciai dell’Everest
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Prime Visioni
La vetta degli dei vuole, anzi, deve essere un film spettacolare, mozzafiato. Racconta di gesti atletici impensabili per noi comuni mortali, di panorami da contemplare in tutta la loro potenza e di un ambiente naturalistico che forse non riusciremmo nemmeno a immaginare per quanto è distante dal nostro vissuto. Imbert lo sa, ma sa anche che il suo cinema è fatto di tratto e colore. A maggior ragione poiché deve le sue origini al disegno giapponese di Jiro Tanigouchi. Eppure è proprio in questo cortocircuito, in questo ossimoro visivo che si concretizza il valore principale del film.