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02 Marzo 2022, Micol Vignoli
“L’accusa” e il fraintendimento dell’equidistanza
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Prime Visioni
Già dalla presentazione a Venezia 2021, ha causato molte polemiche il nuovo film di Yvan Attal, L’accusa, evidentemente ben conscio del ginepraio nel quale si stava andando a infilare eppure zelante nell’argomentare in lungo e in largo sulle famose “zone grigie” del consenso sessuale, cifra distintiva della Francia nel dibattito globale sul #MeToo. Attal parte dal romanzo Le cose umane di Karine Tuil ben attento a non privilegiare alcun punto di vista, interessato a portare in campo il più ampio spettro di opinioni possibile e a filmarle senza commenti o sottolineature d’enfasi – con tratti sorprendentemente simili al recente analogo processuale La ragazza con il braccialetto.