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02 Settembre 2017, Lorenzo Ciofani
Venezia Classici 2017: “Va’ e vedi”
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Festival
Per “film della vita” si intende l’apice di un percorso personale sublimato nella creazione artistica, l’obiettivo a cui tende tutta la carriera di un cineasta, il lavoro per cui si sarà ricordati a futura memoria. Elem Klimov lo raggiunse al settimo opus e forse non immaginava che sarebbe stato anche l’ultimo. Col senno di poi, Va’ e vedi non è un testamento; ma oggi assume i connotati della testimonianza estrema che meglio caratterizza il pensiero e la poetica di un regista un po’ sfortunato, prima vittima della censura, poi organico alla Perestrojka e infine di nuovo emarginato (è la Russia, bellezza).